L’addio a Daniele con banda e canti popolari

11 Maggio 2023

Chiesa gremita per l’ultimo saluto al 35enne vittima di un incidente stradale sull’autostrada A25

PIZZOFERRATO. I rintocchi della campana a morto, interminabili, lugubri, hanno accolto sul sagrato della chiesa di San Rocco la salma di Daniele Casciato, il 35 enne deceduto in seguito a un incidente stradale lunedì mattina. Pioveva ieri mattina a Pizzoferrato e c’era nebbia, ma le condizioni meteo avverse non hanno fermato parenti e amici: stipata la chiesa, pieno il sagrato che poi è la piazza principale del paese. La banda di Pizzoferrato ha suonato la melodia di alcuni canti popolari, il parroco don Vincenzo Di Pietro ha benedetto la salma prima dell’ingresso in chiesa, il gruppo Ana (Associazione nazionale alpini) come picchetto, le case in pietra bianca a fare da corona.
L’incidente è avvenuto lunedì mattina sull’A25, nella galleria Villanova, nel territorio di Cepagatti, che, in conseguenza dei lavori, era a doppio senso di marcia. Daniele era da solo in macchina, una Mercedes, e si dirigeva in direzione Roma. L’impatto, frontale con un camion è stato tremendo tanto da trasformare l’autovettura in un ammasso di lamiere. Daniele viveva a Tortoreto con la moglie Roberta Di Cesare, anche lei di Pizzoferrato, la coppia aveva avuto una bambina un paio di anni fa. Già alpino, dopo il congedo gestiva un centro gomme ad Alba Adriatica e a Tortoreto dove conduceva anche una braceria. Aveva perso i genitori in giovane età e si recava spesso a Pizzoferrato per far visita alle sorelle Sabina e Sonia. Da giovane era stato campione mondiale di organetto (fisarmonica diatonica). È stato il sindaco Palmerino Fagnilli, a conclusione del rito funebre, a tracciare un profilo del suo concittadino. «Siamo soliti dire "maremoto" o "terremoto" io dico che la morte di Daniele ha generato un "piantomoto" nel senso che da lunedì non si fa che piangere. Oggi salutiamo un bravo ragazzo, dedito al lavoro, rispettoso degli altri e attento alla famiglia. Lo piangiamo qui a Pizzoferrato, lo piangono a Tortoreto dove viveva e aveva intessuto buoni rapporti; così come aveva fatto in Afghanistan», ha concluso Fagnilli, «dove, da alpino, era stato in missione di pace. Cercava la vita Daniele, amava la vita, ma nell'imponderabilità del destino, la morte l'aspettava in giovane età».
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