L’addio a Massimo col rombo dei motori

5 Agosto 2016

Ortona, rose e casco sulla bara del giovane morto a 25 anni nello schianto in moto. Don Gianni: aveva un animo nobile

ORTONA. È il rombo dei motori ad accompagnare l’ultimo saluto a Massimo Macrini, l’ortonese che domenica avrebbe compiuto 25 anni, deceduto nella notte tra martedì e mercoledì in seguito a un incidente stradale con la moto. Sono i suoi amici, che con lui condividevano la passione per le due ruote, a precedere in sella alle proprie moto l’arrivo del feretro davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, tra un bagno di folla accorsa per dare l’addio al giovane.

La salma giunge ai Salesiani quando sono passate da poco le 16: ad accoglierla è il roboante rumore dei motori, musica per le orecchie di Massimo, se solo potesse ascoltarla. La messa, officiata dal parroco don Gianni Dell’Utri, viene celebrata all’interno della palestra che sorge accanto alla chiesa. La struttura sportiva viene invasa di giovani, visibilmente commossi. Nessuno riesce a trattenere le lacrime, cercano di incoraggiarsi a vicenda, ma la ferita che questa perdita ha provocato sarà difficile da rimarginare. Durante i funerali le rose rosse ed un casco poggiano sulla bara. Davanti ad essa siedono i genitori di Massimo, e la sorella più piccola, Erica, con i volti straziati dal dolore.

Il parroco nel corso dell’omelia ringrazia gli amici del venticinquenne, poichè con la loro testimonianza «ho potuto capire chi era questo ragazzo, ho avuto modo di comprenderne l’animo nobile. Hanno saputo esprimere il meglio del loro legame con Massimo», dice don Gianni Dell’Utri, «è un ragazzo che ha incarnato la bontà. Gli amici dicevano che non lo sentivi mai parlare male degli altri». Il salesiano si rivolge alla famiglia di Macrini e a tutti coloro che erano particolarmente legati a lui: «Massimo è con noi, accanto alla mamma, al papà, alla sorella e agli amici».

Ma per Ortona sono ore di lutto e nessuno sembra riuscire ad accettare il crudele destino riservato a questo giovane motociclista. Alla fine della cerimonia funebre don Gianni annuncia che la messa di riuscita ci sarà domenica, quando Massimo avrebbe dovuto festeggiare il suo venticinquesimo compleanno. Non spegnerà mai quelle candeline, per colpa di una tragica fatalità che lo ha portato a perdere la vita mentre guidava la sua moto, schiantandosi contro un Tir su via Civiltà del Lavoro. Ma la passione per le due ruote continuerà a vivere in lui, anche adesso che non c’è più. Lo sanno bene i suoi amici che, all’uscita del feretro dalla palestra dei Salesiani, riaccendono ancora una volta le proprie moto per salutare Macrini. Diversi palloncini bianchi vengono lasciati volare in cielo e un lungo applauso apre ad un ulteriore momento di commozione. Poi il silenzio e il rintocco delle campane, mentre Massimo si appresta ad nuovo viaggio in moto... Verso l’aldilà.

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