L’addio al barista D’Urbano «Un esempio per la città»

Folla alle esequie del commerciante morto a 63 anni dopo una breve malattia Luci spente e saracinesche abbassate nei negozi durante i funerali a San Pio X
CHIETI. Gente, fiori, commozione, lacrime. Amici di gioventù, colleghi di lavoro e poi quanti da lui hanno appreso la professione. Non è mancato nulla ieri, ai funerali di Bruno D’Urbano, 63 anni, titolare del Gran Caffé D’Urbano, in viale Benedetto Croce, allo Scalo, morto dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo in pochi mesi. Tante le manifestazioni di cordoglio, infinite quelle di affetto alla famiglia: alla moglie Cinzia, ai figli Danilo e Stefano, ai nipoti le sorelle, il fratello e agli altri parenti stretti.
I funerali si sono svolti intorno alle 17 e poiché molti colleghi di lavoro non hanno potuto partecipare alle esequie perché impegnati nelle varie attività, ecco che in tanti hanno deciso di essere presenti comunque a livello simbolico spegnendo le luci e abbassando di un terzo le serrande dei negozi per soli 10 minuti, dalle 17 alle 17,10. «Bruno, oltre ad essere un collega di vecchia data era per noi un amico educato e gentile», hanno commentato in tanti su facebook.
I funerali si sono svolti nella chiesa di San Pio X, con il corteo funebre che si è si formato presso il Gran Caffè D'Urbano alle ore 16,45. Il sagrato della chiesa si è andato via via riempiendo prima che il feretro arrivasse accomunando tutti nel dolore. Anche la chiesa si è riempita in pochi istanti, proprio a segnalare la vicinanza di amici e conoscenti alla famiglia D’Urbano.
Punto di riferimento allo Scalo e locale molto frequentato in tutte le ore, anche dagli studenti universitari, il Gran Caffè D'Urbano ha accolto nel corso degli anni tanti giovani apprendisti che consideravano Bruno come un vero e proprio padre oltre che un insegnante della professione.
La notizia della sua scomparsa che è cominciata a circolare nella serata di mercoledì, ha gettato nello sconforto i commercianti della città, che ricordano Bruno con affetto e stima sin dai tempi in cui rilevò l’edicola in piazzale Marconi, davanti alla stazione ferroviaria. D'Urbano durante le fasi terminali della malattia è stato ricoverato all'Hospice di Torrevecchia Teatina, assistito continuamente dai propri familiari.
L’assessore comunale alle attività produttive, Carla Di Biase, a nome dell’intera amministrazione comunale, ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di D’Urbano. «Un amico, una persona educata e gentile, grande lavoratore», ha commentato Di Biase, «e fra i primi a proporre una nuova concezione di bar che, grazie a lui, è divenuto punto di incontro per una intera generazione. Tutti noi lo ricorderemo come un commerciante con la C maiuscola. Mi associo all’iniziativa degli operatori commerciali di Chieti Scalo che, per rendergli omaggio, hanno deciso di abbassare di un terzo le serrande delle proprie attività durante la celebrazione delle esequie», ha concluso Di Biase.
Anche dopo la celebrazione della messa, in tanti hanno espresso il proprio cordoglio ai familiari del barista, “uomo giusto e onesto”, come è stato riportato dai parenti sulla necrologia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

