L’addio allo studente Itis «Resterai al primo banco»

9 Gennaio 2015

Folla a Santa Maria Maggiore per l’ultimo saluto al giovane morto con la moto Il parroco: sei vissuto per farci capire i valori della generosità e dell’amicizia

VASTO. Al primo rintocco di campana, ieri mattina, il centro storico di Vasto è piombato nel silenzio. Un silenzio surreale disturbato solo dal pianto di centinaia di ragazzi. Due ali di giovani ai lati di via Santa Maria stringendo in mano palloncini bianchi hanno accolto l’arrivo in chiesa della bara di Emanuele Pietropaolo, 18 anni, lo studente vittima di un incidente stradale. La bara bianca ricoperta di candidi fiori è stata portata a spalla. Troppo piccola la chiesa per accogliere il fiume di amici e conoscenti che hanno cercato di dare conforto alla mamma di Emanuele, Teresa, e ai parenti dello sfortunato ragazzo. Non è voluto mancare nessuno.

Tanti i compagni di scuola dell’istituto Mattei. “Il tuo sorriso nei nostri cuori per sempre” hanno scritto su un grande lenzuolo appeso in via Santa Maria. Toccanti le parole del celebrante, don Domenico Spagnoli, durante l’omelia. Al fianco di don Domenico altri tre sacerdoti: don Decio D’Angelo, don Massimo D’Angelo e don Tommaso Di Stefano. Don Domenico ha pronunciato parole di speranza per tutti nel Cristo risorto e ha rivolto un invito alla preghiera per una creatura volata in cielo troppo presto. «Vogliamo ricordare il suo sorriso contagioso, il suo contagio nell’accendere la vita. Se oggi siete così numerosi è per dire a Emanuele: noi ti abbiamo amato, tu resterai sempre nei nostri cuori». Poi il messaggio ai familiari. «Non chiedetemi perché Emanuele è morto, ma piuttosto perché è vissuto. È vissuto per accendere la vita, per farvi comprendere il valore della generosità e dell’amicizia». E ancora: «Emanuele oggi ci ricorda che dobbiamo fare della nostra vita un dono». Il celebrante ha scelto quindi una frase di San Gregorio per chiudere la funzione. «Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei creatura finita».

Un brivido e tante lacrime hanno accompagnato le parole pronunciate dal suo compagno di banco e nome di tutti i compagni di classe della 5 A, sezione Meccanica del Mattei e dei docenti. «È difficile pensare che i magnifici momenti vissuti insieme non ci saranno più. Penseremo al tuo sorriso gioviale e affettuoso. Non ti vedremo più entrare in classe ma per noi sarai sempre lì, al primo banco, accanto a me, a sorriderci». All’uscita della bara dalla chiesa, seguita dai genitori, dai fratelli, dalla sorella, dai parenti, il cielo si è tinto prima di bianco, poi di rossonero, i colori della sua squadra del cuore: il Milan. Ad accompagnarli le note del brano “Vivere” di Vasco Rossi. Poi un lungo interminabile applauso per accompagnare Emanuele nel suo ultimo viaggio verso il cimitero.

Paola Calvano

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