L’addio di Chieti al generale Toschi

Funerali a San Giustino per l’alto ufficiale padre del comandante generale della Guardia di Finanza
CHIETI. Un “grande uomo”, un “bravo finanziere”, un “esemplare servitore dello Stato” e, infine, semplicemente un “nonno” affezionatissimo ai nipoti. È in questo modo che il generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, comandante generale della Guardia di finanza, ha voluto commemorare la figura di suo padre, il generale di Corpo d’Armata e Cavaliere di Gran Croce, Fulvio Toschi, venuto a mancare due giorni fa a 92 anni. Nell’ultimo passaggio del suo discorso, pronunciato al termine del rito funebre di ieri pomeriggio in cattedrale, il generale Toschi ha messo in evidenza le due doti principali di suo padre: l’attaccamento alla famiglia e al servizio reso allo Stato. «Famiglia e Guardia di Finanza, quasi l’una parte integrante dell’altra per lui», ha ricordato il comandante il seconda della Finanza, il generale di Corpo d’Armata, Flavio Zanini, che ha preso la parola dopo Toschi. E così, come un’unica grande famiglia in divisa grigia ieri pomeriggio tutta la Guardi di finanza italiana si è stretta attorno al suo comandante. Oltre a Zanini, erano presenti il sottocapo di stato maggiore, generale di Divisione Umberto Sirico, il comandante regionale, generale di Brigata Flavio Aniello, e quello provinciale, colonnello Vittorio Di Sciullo. Ad affollare la cattedrale c’erano, inoltre, i rappresentanti delle altre forze dell’ordine, con in prima fila il vice capo vicario della Polizia, Luigi Savina. Seduto accanto a lui c’era il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. Presente anche il sindaco Umberto Di Primio. C’era, inoltre, il giovane costruttore Paolo De Cesare, presidente dello storico Circolo degli Amici, che ha reso onore al generale Toschi conferendogli la tessera onoraria (concessa solo ad altre tre persone, Legnini, Savina e Sergio Marchionne). Ad officiare il rito funebre sono stati don Michelangelo Tumini, parroco di Sant’Agostino e amico di famiglia, insieme al cappellano militare dell’Aquila, Claudio Recchiuti e a quello di Roma Marco Malizia. Al termine, il generale Toschi ha pronunciato, non senza commozione, un toccante discorso sul padre. «Io non sono il primogenito della famiglia – composta dalla madre Nella, dai fratelli Paolo, Andrea e Roberto, con le mogli Orietta, Tilde e Cristina, e dagli zii Albina e Gianfranco - lo è Paolo, quindi sarebbe toccato a lui ricordare la figura di nostro padre, del nonno di Michele, Luca, Alessandro, Federico e Francesco, nipoti che adorava più di chiunque altro. Ma oggi io, qui, desidero commemorare un finanziere, figlio di finanziere, fratello di finanziere, padre di finanzieri ma soprattutto orgoglioso nonno di un finanziere. Desidero e devo farlo io perché Dio ha voluto che a rendergli l'estremo saluto sia addirittura il comandante generale della Guardia di finanza». Un’esistenza, quella del generale Fulvio Toschi, totalmente dedicata al “servizio”, dopo un’iniziale attività di giornalista, che gli aveva lasciato doti da brillante oratore oltre all’abitudine di leggere sette giornali al giorno. L’ultimo discorso tra padre e figlio fu quello in cui questi gli ha comunicato la nomina al vertice della Finanza: «Mi raccomando, ricordati di sostituire le spalline e di mettere in ordine l'uniforme», gli aveva detto il padre. Il generale ha ricordato di quanto il padre fosse legato a Chieti, dov’era cresciuto e dove tornava ogni 10 agosto, per trascorrere con la famiglia il giorno del compleanno.

