«L’albero di Natale reso più sicuro»

18 Dicembre 2017

Arena 7 replica all’opposizione: «Modifiche necessarie ma l’idea è la stessa»

LANCIANO. «La forma della struttura lignea era, nel progetto, solo indicativa e, verificata la necessità, per ragioni tecniche e di sicurezza, di doverne adeguare la forma, si è proceduto in tal senso documentando con idonea relazione tecnica al Comune». Per l’associazione culturale Arena l’albero di Natale “senziente” in piazza Plebiscito non è né da smontare né da rifare. Il sodalizio, che si è aggiudicato il bando per l’albero di Natale ecologico con il progetto “LignumVerba”, replica alle accuse dei consiglieri comunali di opposizione, secondo i quali il Comune avrebbe diffidato l’associazione in quanto l’installazione non è conforme al progetto presentato. «L’idea vincitrice non è la struttura lignea», precisa Arena 7, presieduta da Luca Di Francescantonio, «che è parte della complessiva proposta e, come tale, è suscettibile di modifica sia per ragioni di sicurezza che per motivi tecnici. Tanto che aver previsto modifiche strutturali che garantissero maggiore sicurezza e stabilità dell’opera ha fatto sì che, a seguito delle recenti intemperie, la struttura non subisse alcun danneggiamento. L’idea vincitrice è l’opera complessiva», continua Arena 7, «che contiene, oltre alla struttura in legno, una capacità “senziente” di adeguare i propri colori in base alle emozioni manifestate dagli utenti. Per questo la proposta progettuale aveva, più di ogni altra, caratteristiche tecnologiche e di riciclo creativo assolutamente uniche e più rispondenti al bando. Applicazione e sito, poi, sono perfettamente funzionanti e registrano centinaia di accessi giornalieri e da diversi Paesi». Secondo l’associazione, inoltre, la nota del funzionario comunale non conteneva alcuna intimazione né la richiesta di smontare l’opera per adeguarla all’originale. «L’associazione valuta la possibilità di promuovere azione giudiziaria nei confronti di Tonia Paolucci e degli altri consiglieri», conclude Arena 7, «tenuto conto del carattere diffamatorio delle dichiarazioni riferite al funzionamento dell’opera, fortemente lesivo della professionalità dei tecnici che hanno collaborato per la sua realizzazione». (s.so.)