L’alleanza tra Febbo e Di Iorio diventa un caso: è scontro

9 Luglio 2020

Il consigliere regionale rischia di finire fuori dalla giunta E il candidato sindaco del polo civico si schiera al suo fianco

CHIETI. La notizia del vertice regionale che metterebbe a rischio la poltrona dell’assessore regionale di Mauro Febbo provoca una levata di scudi da Chieti. Parlano sia i suoi fedelissimi che il candidato sindaco del polo civico, Bruno Di Iorio, per sostenere il quale Febbo si è autosospeso da Forza Italia, mettendo in pericolo la propria permanenza nell’esecutivo del presidente Marco Marsilio. A chiedere la testa di Febbo è il responsabile regionale della Lega, Luigi D’Eramo, contro di lui arrivano gli strali di uno dei consiglieri comunali più vicini all’assessore, Emiliano Vitale: «Ricordiamo che D’Eramo stesso nelle elezioni del 2012 della città dell’Aquila», dice Vitale, «si candidò dopo che uscì dall’allora suo partito, La Destra, per non essere passata la sua candidatura a sindaco e andò contro l’allora candidato sindaco del Popolo delle Libertà, Pierluigi Properzi, di centrodestra, con una lista civica chiamata Prospettiva 2022».
E ce n’è ovviamente anche per il candidato sindaco della Lega Fabrizio Di Stefano, su cui Vitale dice di non avere «nulla contro la sua persona», ma del quale ricorda alcuni passaggi per sottolinearne la scarsa coerenza politica. Vitale tira in ballo gli episodi del 2015, quando Di Stefano chiedeva le primarie del centrodestra teatino per scegliere il candidato sindaco, e delle ultime regionali. Per Vitale quindi, la mancata coerenza che ora si imputa a Febbo riguarda anche D’Eramo, Di Stefano e l’intero centrodestra, visto che «a livello nazionale la Lega ha avuto un’esperienza di governo con i 5 stelle». Parla anche Di Iorio: «Nel presentare la sua coalizione, Di Stefano, sondaggi alla mano», sottolinea il candidato, «ha sempre ostentato la certezza di vincere al primo turno ma in queste ore, qualche timore evidentemente viene palesato anche dal capo politico della Lega e dal capogruppo all’Emiciclo che hanno chiesto “la testa” dell’assessore Febbo, l’unico rappresentante della città di Chieti nel governo regionale, visto ormai come nemico politico da delegittimare in ogni maniera. Ho il dovere quindi, come candidato sindaco, di difendere d a questi attacchi di arcaica politica la mia coalizione civica che antepone gli interessi della mia città. Direi che non è proprio un bel modo di approcciarsi alla contesa elettorale amministrativa e probabilmente», conclude Di Iorio, «nel centrodestra non sono poi così certi di trionfare al primo turno così come qualcuno vuol far credere ai teatini». (a.i.)