L’alloggio c’è ma non viene assegnato
Famiglia sfrattata è beneficiaria di una casa che il Comune non dà
SANTA MARIA IMBARO. È sotto sfratto dall’appartamento in affitto dove vive una famiglia di Santa Maria Imbaro che, sebbene abbia diritto ad avere un alloggio popolare e ci sarebbe un appartamento libero nel Comune, rischia di ritrovarsi in strada perché la casa non le viene assegnata.
È l’Unione sindacale di base (Usb) a denunciare un caso di presunta negazione di diritto all’abitazione, in particolare di un alloggio popolare, ad una famiglia di tre persone che è sotto sfratto.
«La famiglia, che ha anche due persone invalide di cui una minore, è la beneficiaria di un alloggio popolare grazie allo scorrimento dell’ultima graduatoria pubblicata nel 2010», spiega Marco Iasci, dell’Usb «e, secondo la legge regionale che regola la materia, ancora valida data la permanenza dei requisiti e delle condizioni. Ma la casa che le spetterebbe di diritto non le viene concessa. Una situazione incredibile e drammatica, visto che questa famiglia, già in difficoltà, è stata convenuta in giudizio per sfratto - perché è scaduto il contratto di affitto dell’abitazione in cui viveva - e si ritrova a dover vivere in strada nonostante nel Comune è libero da un mese un alloggio popolare. La famiglia rischia di andare per strada mentre l’alloggio che le spetta resta vuoto e chiuso».
Secondo il sindacato quanto accade è «una vera e propria ingiusta, negazione di un diritto maturato e legittimo».
Per questo l’Usb, che ha uno sportello per il diritto all’abitare, ha anche inviato una diffida all’amministrazione di Santa Maria Imbaro affinché disponga entro 7 giorni l’assegnazione dell’alloggio.
«La casa, per il Comune, non è agibile», aggiunge Iasci, «ha bisogno di lavori di manutenzione, ma non ci sono certificati in municipio che attestino la mancata abitabilità dell’appartamento. Inoltre la famiglia, aiutata da alcuni cittadini, si è resa disponibile a sistemare l’alloggio per evitare di perdere ulteriore tempo in attesa dell’intervento del Comune. Si tratta di una situazione di emergenza, e non si può far finta di nulla».
Teresa Di Rocco
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