L’antiquario Artese stroncato da un malore

Il commerciante di arte e storia aveva 70 anni. Il ricordo del sindaco: «Perdiamo un cultore del bello»
VASTO. Lutto in città per la morte dell’antiquario Nicola Artese. La sua bottega di via San Gaetanello, nel cuore del centro storico, a due passi dalla Loggia Ambling e da Palazzo D'Avalos, è sempre stata un viavai di appassionati di arte e antiquariato, soprattutto nei giorni d’estate. Artese, 70 anni, fino all’ultimo è stato vicino a quegli oggetti che tanto amava. Discreto e taciturno se n’è andato in punta di piedi. È morto, stroncato da un malore alle 2.20 del giorno di Ferragosto all’ospedale San Pio. Ieri pomeriggio alle 16 sono stati celebrati i funerali nella cattedrale di San Giuseppe. Al termine del rito, il feretro è stato trasferito a San Salvo per la sepoltura.
«Con la morte di Nicola Artese», commenta il sindaco Francesco Menna, «Vasto perde un grande antiquario. Un cultore dell’arte che riusciva a far rivivere oggetti che il tempo aveva offeso e danneggiato, riportandoli al loro splendore». La sua bottega è uno scrigno di documenti, oggetti d'arte, libri e tele di grande valore.
Originario di San Salvo, dopo il matrimonio con Maria Tilde Pollutri, aveva deciso di vivere a Vasto. «Era per vastesi e turisti un punto di riferimento», ricorda il vice sindaco, Giuseppe Forte, «ogni giorno dell’anno passava il suo tempo coltivando la sua passione per l’arte e la pittura. Qualche giorno fa mi aveva manifestato la volontà di organizzare una mostra con la figlia Mariangela». Tantissimi i turisti che venivano attratti da oggetti rarissimi che lui conservava con amore. La passione per l’arte gli aveva fatto guadagnare il soprannome di Artes. Diplomato all’istituto d’arte ha realizzato moltissime opere e allestito mostre. Dipendente per molti anni di un ente pubblico ha saputo conciliare il lavoro con la sua passione.
Il malore letale è sopraggiunto all’improvviso, nella notte tra il 14 e 15 agosto. Inutile la corsa al San Pio. Poco dopo le due, il cuore di Artese si è fermato per sempre.
I commercianti della zona sono tutti profondamente commossi e dispiaciuti. «Sorrideva sempre», dicono, «mai scortese o arrabbiato, rassicurava sempre tutti. Era una persona positiva e garbata. La sua morte ci lascia orfani di un cultore del bello e dell’arte». In tanti ieri pomeriggio hanno salutato per l’ultima volta Artese nella cattedrale di San Giuseppe: anche il celebrante ha ricordato la grandezza di un uomo che è riuscito a trasmettere a diverse generazioni l’amore per l’arte. (p.c.)

