L’anziano che sparò al ladro vuole patteggiare

15 Novembre 2023

L’89enne di Fara San Martino ferì un malvivente che aveva assaltato il bancomat con l’esplosivo

CHIETI. È destinato a chiudersi con un patteggiamento il caso di Domenico Cocco, l’anziano di 89 anni che ha imbracciato il fucile e, dalla finestra di casa, ha sparato due colpi ferendo al fianco uno dei ladri che avevano appena seminato il panico a Fara San Martino sventrando un bancomat con l’esplosivo e rubando 12.000 euro. Il pensionato è accusato di lesioni personali aggravate perché la notte del 9 ottobre 2021 mirò all’auto dei malviventi in fuga colpendo uno di loro, Carlo Grossi, 33 anni di Stornara (Foggia), ricoverato in prognosi riservata dopo un intervento chirurgico d’urgenza.
Ieri mattina, nell’udienza preliminare davanti al giudice Luca De Ninis, l’avvocato Mario La Morgia – difensore dell’imputato – ha chiesto e ottenuto un rinvio al 23 gennaio 2024 per valutare l’ipotesi di chiedere «l’applicazione della pena su richiesta delle parti». La vicenda è arrivata in tribunale dopo che il giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino aveva respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla procura, ordinando l’imputazione coattiva.
Da un video girato da una residente, scrive il giudice, emerge «chiaramente che Cocco, uscito in balcone con la sua doppietta da caccia Lorenzotti calibro 12, sparò, dall’alto in basso, due colpi in direzione dell’automobile su cui stavano salendo gli autori del furto in fuga e posta dall’altro lato della strada ove si trovava l’Atm che avevano fatto esplodere». Secondo il gip, «non vi è alcun elemento che possa ragionevolmente aver proiettato nella mente di Cocco un pericolo o un’offesa in atto, diretti a lui e a cui reagire, con un comportamento necessario e non altrimenti evitabile, per difendere la sua incolumità o il suo domicilio». L’una e l’altro non erano «per nulla minacciati al momento del fatto, anzi completamente ignorati dai criminali e distanti da quello che era palesemente il loro unico obiettivo, ossia il furto del denaro dell’Atm. A tutto voler concedere alla sonnolenza notturna e ai riflessi rallentati di un anziano (circostanze evidenziate dalla difesa), Cocco si avvide chiaramente che il trambusto era sotto casa sua, per strada e nella filiale, luoghi tra i quali i ladri facevano la spola per trasportare le banconote, peraltro facendone cadere molte anche a terra, dando così un’idea plasticamente evidente di quanto fossero solamente intenti ad assicurarsi il bottino e a fuggire», chiude il giudice. (g.let.)
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