L’appello della questura: denunciare sempre

«L’ultima operazione deve incoraggiare le vittime di questo reato odioso: il crimine si può contrastare»
CHIETI. Un appello alle vittime di usura. A lanciarlo, nel giorno del sequestro da un milione e mezzo di euro, è la questura di Chieti: «Gran parte degli episodi», spiegano dagli uffici di piazza Umberto I, «rimangono sommersi perché questo odioso reato genera nelle vittime solitudine, soggezione e isolamento. Le operazioni come quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) debbono incoraggiare i malcapitati a rivolgersi alle forze di polizia le quali, oltre a contrastare il fenomeno con la denuncia o l’arresto dell’autore, possono, attraverso l’applicazione delle misure di prevenzione, aggredire il patrimonio dell’autore del reato che, una volta sottoposto a confisca, può essere investito per la realizzazione di opere pubbliche a favore della collettività». Come è avvenuto qualche giorno fa a Vasto, dove una villa tolta alla famiglia Casamonica è entrata nella disponibilità del Comune.
«L’azione di contrasto al crimine quotidianamente svolta dalle forze di polizia e dagli uffici giudiziari», proseguono dalla questura, «è maggiormente efficace se all’azione repressiva “classica” si affianca un intervento patrimoniale diretto a sottrarre i profitti illecitamente accumulati che costituiscono il movente principale che spinge alla commissione dei reati. I sequestri, finalizzati alla confisca di prevenzione, costituiscono una straordinaria azione di contrasto alla criminalità e un importante strumento attraverso il quale le ricchezze accumulate vengono sottratte al circuito criminale per essere restituite alla collettività in un percorso di legalità». (g.let.)
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