L’appello di sei sindaci: «Salvate i piccoli ospedali»
Parte da Ortona e Guardiagrele la richiesta al governo di bloccare il decreto Lorenzin Già presentato l’emendamento alla Camera, Castiglione e Dal Pozzo: atto concreto
ORTONA. Un emendamento al Decreto legge sul terremoto in discussione in Parlamento con cui si chiede la riclassificazione degli ospedali di base e il superamento delle norme del decreto Lorenzin, attraverso un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che la Regione adotti entro 30 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge. Ieri mattina i sindaci di Ortona, Leo Castiglione, e Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, hanno presentato una proposta collegiale che coinvolge anche i comuni di Atessa, Atri, Penne, Popoli, Sulmona e Tagliacozzo, per salvare i piccoli ospedale attraverso la sospensione degli effetti del decreto Lorenzin e avviare una nuova programmazione del servizio sanitario regionale. Una proposta lampo arrivata proprio mentre alla Camera dei deputati è in sede di conversione il decreto legge terremoto, il numero 55 del 29 maggio scorso, in esame in commissione Ambiente, con scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti che era fissata alle 17 di ieri.
«Si tratta di una iniziativa concreta», sottolinea Castiglione, «che può produrre in breve tempo i suoi effetti. È un iter più veloce rispetto alle proposte fatte in queste settimane da diverse forze politiche e parlamentari regionali che prevedono il passaggio in consiglio regionale o addirittura una nuova proposta di legge in Parlamento. Questa iniziativa nasce dalla condivisione tra istituzioni e territori con l’obiettivo di salvaguardare i servizi sanitari nei territori di rispettiva competenza e la salute dei cittadini».
L’emendamento ha ricevuto il riscontro positivo di alcuni parlamentari abruzzesi e doveva essere presentato in commissione entro le 17 di ieri. Con l’aggiunta di un nuovo articolo (8-octies), si potrebbero ottenere tre importanti risultati, come ha sottolineato il primo cittadino guardiese Dal Pozzo: «In primo luogo la sospensione del decreto Lorenzin del 2015 e dei decreti commissariali attuativi, poi stabilisce che la Regione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, adotta un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera sulla base delle forme di partecipazione previste dalle norme del servizio sanitario nazionale e soprattutto rispettando lo standard di 3,7 posti letto per mille abitanti».
Da Sulmona, inoltre, la sindaca Annamaria Casini fa sapere che «solo in questo modo può essere imboccata la strada giusta per arrivare ad una riorganizzazione della rete ospedaliera che tenga conto delle specificità di alcune aree della regione e di alcuni presidi ospedalieri che possono essere resi più funzionali ed efficienti anche attraverso un loro collegamento che ne valorizzi e rilanci le specialità sanitarie».
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