L’area industriale è nel degrado Paolini: un piano per il rilancio

Le abitazioni della contrada convivono da anni con industrie dismesse e in completo abbandono Morgante (Arap): «Viabilità e sicurezza spettano al Comune». Il sindaco: «Sì alla riconversione»
LANCIANO. Delle floride aziende che erano un tempo sono rimasti solo capannoni vuoti e in abbandono. Allegrino, K48 Pozzolini, Marrollo, Cpl Imperial: restano solo le insegne dietro grossi cancelli chiusi, vetri rotti e infissi cadenti. Nella zona industriale di Follani il degrado delle ex aziende convive con le abitazioni di una manciata di residenti di quest'area ibrida, divisa tra l'ex Consorzio industriale, oggi Arap, e il Comune.
Con la chiusura di molte fabbriche, in diverse strade regnano sporcizia e vegetazione incolta. Scarsa illuminazione e assenza di telecamere favoriscono, poi, la microcriminalità. Un anno e mezzo fa, nel piazzale tra l’ex Allegrino e la Plastvetro, si erano date appuntamento due bande rivali di albanesi per un “chiarimento” a colpi di pistola e bastone. «Aspettiamo la prossima sparatoria?», chiedono i residenti, «quando succede qualcosa si torna a parlare di questa zona, ma poi cade tutto, di nuovo, nel dimenticatoio».
La presenza delle fabbriche oggi è molto marginale. Sono più le strutture abbandonate e senza controllo, dove potrebbero accedere anche dei bambini e farsi male. Come il grande capannone lungo la stradina dietro il deposito autolinee di Tua, con le coperture in lamiera crollate, tracce di bevute e incontri di sesso, l'ingresso incompleto con una scalinata senza protezioni. «Ovunque si continua a costruire, ma qui ci sono strutture in abbandono e inutilizzate», dicono i residenti, «c'è bisogno di riqualificare questi spazi, magari con i fondi del Pnrr. Va fatta anche una ricognizione delle aree, per sapere chi sono i proprietari e a che titolo stanno all'interno del consorzio. Rispetto all'inizio qui non abbiamo più le caratteristiche di una vera zona industriale, ma bisogna capire cosa fare, se restare nell'Arap o passare sotto il Comune. In questo secondo caso ci devono essere regole precise, altrimenti rischiamo di passare da uno scempio industriale alla speculazione edilizia».
«L'Arap gestisce l'area industriale, ma le questioni che riguardano viabilità stradale, ordine e sicurezza pubblica, sono di competenza comunale», chiarisce il direttore Antonio Morgante, «come nucleo industriale avremmo più interesse ad allargarci nella zona di Lanciano Valle, a Cerratina, verso la Val di Sangro, ma è un discorso che in primis deve affrontare il Comune di Lanciano. Gli impegni presi da parte nostra, intanto, sono stati mantenuti: ci eravamo impegnati per una migliore manutenzione e per risolvere il problema dell'illuminazione, con strade buie e una tecnologia arretrata. Siamo partiti con un progetto complessivo che riguarda tutto l'Abruzzo, e quindi anche il nucleo di Lanciano, per sostituire i pali tradizionali con quelli a led. Abbiamo rimesso in piedi i quattro strumenti urbanistici provinciali e, dopo un momento di stop dovuto alle elezioni comunali dello scorso autunno, stiamo riprendendo a lavorarci. Dal punto di vista urbanistico», precisa Morgante, «siamo pronti a ragionare con il Comune».
«L'intenzione, presente già nella nostra idea di piano regolatore, è di riconvertire e urbanizzare la zona industriale», dice il sindaco Filippo Paolini, «aiutando le pochissime aziende rimaste ad aprire nella zona industriale verso Val di Sangro. Rifare il piano generale e provinciale di queste aree non è, tuttavia, cosa semplicissima. L'obiettivo, dopo l'approvazione del Prg nel 2011, doveva essere quello di iniziare a mettere in moto tutte le procedure per riconvertire l'area di Follani, ma in dieci anni non è stato fatto. Non so che intenzioni avesse la precedente, ma con la mia amministrazione lavoreremo per riconvertire questa zona».
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