L’Arta: i test escludono le diossine pericolose

Rogo della discarica: le analisi dell’aria non rilevano i famigerati cloruri Ma i dieci divieti imposti dai sindaci di Chieti e Bucchianico restano in vigore
CHIETI. La diossina clorurata, la più pericolosa in assoluto, non è stata trovata. Almeno per il momento, dalla prime e ancora molto parziali analisi effettuate dai tecnici dell’Arta, è stato escluso che nell’aria ci fossero tracce della sostanza killer, la più nociva tra le centinaia di specie di diossina esistenti. Troppo presto per fare valutazioni esaustive, ma comunque i primi dati hanno fatto sì che il sindaco Umberto Di Primio decidesse di mantenere in vigore la prima ordinanza emessa in maniera cautelare nella giornata di domenica e di non prendere decisioni più drastiche come lo sgombero delle abitazioni più vicine alla discarica. L’ordinanza, che pubblichiamo integralmente, contiene sia delle indicazioni per i residenti, degli inviti, che obblighi e divieti. Il primo cittadino ha deciso il da farsi nel corso di un lungo incontro tecnico in Comune, svolto insieme ai sindaci di Bucchianico, Gianluca De Leonardis, e di Casalincontrada, Vincenzo Mammarella, e in collegamento telefonico quello di Manoppello, Gennaro Matarazzo. I quattro sindaci, infatti, hanno adottato un’ordinanza simile nei contenuti che si diversificava solo nel raggio d’azione, un chilometro per Chieti, un po’ di più per Bucchianico, visto che l’area antropizzata più vicina alla discarica è proprio quella bucchianichese. Il sindaco De Leonardis, inoltre, ha anche ordinato la chiusura dell’asilo di colle Marconi. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, anche il dirigente del settore Ambiente, Giuseppe La Rovere, e il consulente ambientale, Giustino Angeloni. Per la Asl Enrico Berardi. L’incontro è durato molto perché i primi dati Arta, insieme al funzionario Roberto Cocco, sono arrivati in ritardo. Nel frattempo, fuori dalla porta dell’ufficio del sindaco dove si stava tenendo il vertice, il telefono della sua segreteria è stato preso d’assalto da cittadini preoccupati e indecisi sul da farsi. I tre sindaci, però, hanno potuto prendere una decisione solo quando, informalmente, via telefono, l’Arta ha escluso la presenza di diossina clorurata nell’aria. Sono state trovate, però, sostanze che, in alte concentrazioni, potrebbero essere tossiche. Si tratta di benzene (un composto chimico pericoloso per la salute), etilbenzene (composto organico che deriva dal benzene), stirene (prodotto dall’etilbenzene), toluene (della classe degli idrocarburi) e idrocarburi policiclici aromatici (sostanze inquinanti che si formano a seguito di combustioni). In attesa di dati certi, gli esperti ambientali sono ottimisti: «Le condizioni atmosferiche sono state molto buone», ha detto Cocco, «la colonna di fiamme e fumo ha portato in alto molte sostanze sprigionatesi dall’incendio. Ora bisogna capirne dove e in quale quantità ci potrebbe essere la ricaduta». Proprio per questo motivo il tavolo dei sindaci ha deciso di inviare una richiesta all’aeronautica militare per avere un’analisi dei venti in quota. Ai vigili del fuoco, invece, sono state chieste informazioni per ricostruire il fronte del fuoco, dalla temperatura raggiunta all’altezza della colonna di fuoco e fumo: informazioni che serviranno sia per prevedere la ricaduta delle polveri sia per ipotizzare la possibilità di trovare diossina. Desta preoccupazione, però, il fatto che non si sa ancora bene cosa sia bruciato nel rogo. L’Arta ha assicurato che le analisi continuano anche per quanto riguarda le sostanze lasciate dalle fiamme al suolo. Per sapere qualcosa, però, ci vorranno diversi giorni. Intanto per tutta la giornata di ieri un elicottero ha continuato a prelevare acqua da un laghetto nei pressi di Casalincontrada e a gettarla sulla discarica, dove con una ruspa, mano a mano, toglieva gli strati bagnati per arrivare fino in fondo. Per questo motivo il fumo bianco ha continuato ad alzarsi in cielo. I pompieri si sono detti certi di poter spegnere definitivamente l’incendio nella giornata di oggi. Speriamo.

