L’assalto alla pensione blocca l’ufficio postale

5 Gennaio 2016

La direttrice propone: «Prendetene solo metà» e si diffonde il panico tra i vecchietti in fila dall’alba

LANCIANO. Dopo ore di fila non è andata giù ad alcuni anziani la proposta della direttrice delle Poste di via Del Mare di pagare la pensione in due giorni, oppure di prelevare una parte al bancomat per evitare che, alle 14, mancassero i soldi per pagare la mensilità a tutti. Quella che era una semplice proposta, subito bocciata dai presenti, è diventato un grido di allarme, «Oddio sono finiti i soldi!», che ha alimentato il passaparola tra i vecchietti dietro nella fila e che dovevano entrare nell’ufficio.

Secondo alcuni erano addirittura finiti i soldi delle pensioni. E si poteva andare a casa perché le Poste non pagavano più. Gli animi, ovviamente, si sono subito surriscaldati. Alcuni vecchietti infuriati hanno iniziato a brontolare e protestare: «Non hanno neanche più i soldi per pagarci la pensione!», «Come è possibile che finiscano i soldi!», e giù rimbrotti di ogni tipo contro l’Inps.

Ma, dopo alcuni minuti di confusione, tutto è tornato alla normalità e con calma tutti i pensionati in fila hanno ricevuto quanto spettava loro. «Siamo un ufficio piccolo e non abbiamo grandi disponibilità di liquidi», spiega la direttrice della filiale, Gabriella Olivastri, «quando vedi che hai una 40ina di persone in fila per ritirare anche doppia pensione e ti accorgi, alle 12,30, che ce ne sono ancora tante, è venuto spontaneo fare una proposta. Abbiamo dato alle persone in fila due possibilità: o ritirare fino a 600 euro dal bancoposta adiacente l’ufficio e poi il resto dallo sportello, oppure, per chi aveva pensioni doppie, di dividere la cifra in due giorni. Hanno detto di no e quindi siamo andati avanti: tutti sono stati pagati senza problemi e proteste».

L’inconveniente è capitato perché quest’anno le pensioni Inps sono state erogate il 4 gennaio invece del 2. Due giorni di ritardo che hanno pesato. «Sì, talmente tanto che già che alle 8 c’erano 35 persone in fila», aggiunge la direttrice, «ci sono pensionati che sono venuti all’alba».

Teresa Di Rocco