L’assistente che ha ricevuto l’encomio: «Ho salvato un recluso, voleva uccidersi»

23 Settembre 2017

CHIETI. «Quella volta siamo stati fortunati», dice l’assistente capo Sergio Ferrante (nella foto), «perché io mi trovavo per caso sul posto, dovendo consegnare un documento. È stata una fortuna,...

CHIETI. «Quella volta siamo stati fortunati», dice l’assistente capo Sergio Ferrante (nella foto), «perché io mi trovavo per caso sul posto, dovendo consegnare un documento. È stata una fortuna, perché in due abbiamo potuto prendere a spallate la porta del bagno bloccata dall’interno e arrivare appena in tempo per salvare il detenuto che penzolava da una corda fatta con le lenzuola e appesa alle grate trasversali della finestra del bagno». Era l’11 novembre del 2013. I detenuti avvertono l’unico poliziotto che era di turno, l’assistente capo Riccardo Colantuoni, che un detenuto si è chiuso in bagno e non vuole aprire. Si sospetta subito il peggio. Ma la porta è bloccata. Ferrante, che si trova lì per caso, si mette subito al lavoro con il collega e, a spallate, cede la porta del bagno. La scena che i due si trovano davanti è delle peggiori: il detenuto aveva già messo in atto il suo piano, era salito su uno sgabello, lo aveva fatto cadere ed era rimasto penzoloni nel vuoto. Ma era appena successo e la rapidità dei soccorsi gli ha salvato la vita. Per un pelo. I due agenti sono stati premiati con un attestato di lode. (a.i.)