L’ateneo d’Annunzio si riprende l’Unidav

Il presidente del cda Capasso: «L’esperienza di partenariato con la Sevs deve considerarsi conclusa»
TORREVECCHIA TEATINA. L’università d’Annunzio si riappropria del suo ateneo telematico. Il rettore Sergio Caputi, attraverso la fondazione d’Annunzio presieduta da Luigi Capasso, ha avviato un’offensiva che mira a far fuori la Sevs (università slovacca che si era aggiudicata la maggioranza delle quote in cda) dall’Unidav, annullando il bando della fondazione che le ha aperto le porte della Da Vinci. Capasso, da presidente della fondazione d’Annunzio, ha ripreso il ruolo che gli toccava al vertice del cda dell’Unidav, ruolo che sinora non aveva svolto, lasciando le funzioni di presidente all’esponente Sevs Tommaso Marvasi. Sia l’università che la sua fondazione, inoltre, hanno eletto i quattro consiglieri d’amministrazione che spettava loro eleggere sin dall’inizio (si tratta dei docenti universitari Fedele Cuculo, Alessandro Sarra e Paola Nardone e del dirigente della d’Annunzio Andrea Arcangeli). L’ultima mossa è stata quella di Capasso di bloccare il consiglio d’amministrazione che Marvasi aveva convocato per oggi. Quest’ultimo, pur avendo preso atto, dell’arrivo di Capasso al suo posto, pensava che «quale rappresentante legale dell’ente», gli competesse convocare l’ultimo cda. Anche perché, scrive in una lettera inviata a Capasso lo scorso 6 novembre, «rilevo che la fondazione non ha comunicato la decadenza da consigliere né a me né a nessuno degli altri componenti il cda di nomina Sevs». Il giorno prima Capasso, però, lo aveva «diffidato a voler d’ora innanzi adottare atti e comportamenti che incidano a qualsiasi titolo sull’amministrazione dell’università telematica». Il cda di oggi, sarebbe servito proprio a comunicare la cessazione delle sue funzioni, oltre che a decidere sul contratto in scadenza del direttore generale Alberto Rimicci. Capasso, però, ha bloccato anche quest’ultimo atto con una lettera inviata martedì scorso. D’altronde già il 29 agosto aveva diffidato Marvasi «all’assunzione di personale, in qualsiasi titolo e in qualsiasi forma». Martedì, in replica alla lettera di Marvasi del 6 novembre, Capasso scrive nero su bianco che «deve considerarsi conclusa l’esperienza del partenariato istituzionale intercorsa tra Sevs e fondazione», che i consiglieri sono «sprovvisti di idoneo titolo giuridico alla prosecuzione dell’esercizio delle proprie funzioni» e che «la convocazione di una riunione non concordata del cda Unidav aperta ai consiglieri uscenti, appare del tutto incongrua e forzosa». (a.i.)

