L’ateneo ripulisce l’Adriatico dalla plastica

Quaranta pescherecci riportano i rifiuti a riva, l’università li studia e insieme alle aziende avvia la fase del riciclo
CHIETI. Un progetto pilota per ripulire il mare dalla plastica. Arriva dall’università d’Annunzio un innovativo progetto sperimentale che unisce studio e ricerca scientifica alla tutela dell’ambiente. L’iniziativa avviata dal rettore Sergio Caputi parte a luglio e dura sei mesi per i quali la d’Annunzio ha stanziato 60mila euro. Il via libera è arrivato dal consiglio d’amministrazione di mercoledì scorso. Per portare a termine il progetto l’ateneo si avvale di partner privati: i 40 pescherecci dell’Associazione Armatori di Pescara, la Fater e la Regione (contatti sono stati avviati anche con il Ministero dell’ambiente e con altre aziende private che lavorano nel settore dei rifiuti).
L’iniziativa funziona a step. Il primo consiste nel portare a riva la plastica trovata durante la pesca dalla flotta dei 40 pescherecci dell’associazione presieduta da Francesco Scordella. Per fare questo, le imbarcazioni verranno dotate di due contenitori: uno per la plastica e il secondo per gli altri tipi di rifiuti trovati. Il punto di raccolta sarà individuato al porto di Pescara. Secondo dati dell’associazione, sono 500 i chilogrammi di rifiuti alla settimana, pescati dalle imbarcazioni in Adriatico. Quest’attività permetterà anche di portare a termine un monitoraggio dei mari. Le plastiche verranno studiate per acquisire dati sul loro stato e sui tempi di degrado. Verranno studiati anche i depositi accumulati sulle plastiche, forse costituiti da batteri. Alla fine si passa al riciclo. Verranno coinvolti partner industriali che già fanno ricerca nel settore, come la Fater di Pescara, per valutare possibilità di riutilizzo. L’ipotesi è quella di arrivare alla progettazione di un’aula interamente, o almeno per la maggior parte, composta di elementi realizzati con plastica recuperata in mare. Ovviamente la plastica recuperata in mare non può essere riutilizzata così come viene raccolta. Verranno quindi effettuati studi per identificare i trattamenti termici e di altra natura per rimuovere tutti gli elementi depositati. Per questa attività verranno coinvolti gli studenti attraverso un concorso di idee per identificare le applicazioni più innovative delle plastiche riciclate. L’intero progetto è infine accompagnato dalla sensibilizzazione alla diffusione di modelli di comportamenti virtuosi finalizzati alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in mare. L’iniziativa si sposa con l’impegno nelle politiche di sostenibilità che l’ateneo sta portando avanti anche nell’ambito della Notte dei ricercatori 2019 dedicata proprio alla sostenibilità ambientale. La d’Annunzio è entrata anche a far parte della Rete delle università sostenibili, una partecipazione curata dai docenti Piero Di Carlo, Michelina Venditti, Bruna Sinjari, Arcangelo Merla e Christian Celia.
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