L’Ateneo vuole commissariare Cuccurullo

Svelato il piano anti-ex rettore per spianare la strada a Mattoscio o Landini e bloccare 5 milioni di euro
CHIETI. Scacco matto in tre mosse all’ex rettore Franco Cuccurullo. L’Ateneo mette in scena l’atto finale di uno scontro tra vecchi e nuovi poteri. Lo fa convocando per il 31 marzo il Senato accademico e, subito dopo, il Cda che dovranno decidere su un solo punto all’ordine del giorno: il commissariamento della Fondazione D’Annunzio, presieduta dall’ex rettore. L’operazione tenuta coperta fino a ieri è infine trapelata, anche se non c’è ancora l’odg ufficiale. Perché un matto in tre mosse? La risposta è semplice. Attraverso il commissariamento della Fondazione, l’Ateneo, ovvero il rettore Carmine Di Ilio e il suo dg, Filippo Del Vecchio, centrano tre obiettivi. Il principale dei quali è neutralizzare un decreto ingiuntivo d’oro, di oltre cinque milioni di euro, che l’ex rettore ha attivato contro l’Università per ricche somme previste dallo statuto in favore della Fondazione ma congelate dai suoi successori alla guida della D’Annunzio. Il secondo obiettivo viene da sè: l’eliminazione, attraverso un depotenziamento totale, di Cuccurullo e di un passato ingombrante e incalzante che non lascia libertà di movimento all’attuale management. Il terzo e conseguenziale obiettivo è la gestione della Fondazione che resta un fiore all’occhiello dell’Ateneo non fosse altro per il Cesi e altre emanazioni convenzionate con la Asl
A convocare il “Senato della resa dei conti” è il rettore. A riempirlo di contenuto, cioè a decidere l’ordine del giorno, è però il direttore generale. Infine, a dare l’assist che può metter fuorigioco l’ex Magnifico è il parere legale dell’esperto Stefano Civitarese secondo il quale, stando sempre ai ben informati, il sillogismo c’è. Ovvero la nomina di Cuccurullo al vertice della Fondazione è squisitamente fiduciaria; se però l’ex rettore porta l’Ateneo in tribunale, com’è accaduto, la fiducia viene meno.
Quindi, dice l’esperto, Cuccurullo può essere esautorato attraverso un commissario. Si fanno già in primi nomi. E quelli che, più di ogni altro, circolano negli ambienti accademici sono Nicola Mattoscio e Piergiorgio Landini. Anche se il primo dei due è già “oberato” da altri incarichi simili. E l’Università con i suoi 27 mila studenti? Per ora passano in second’ordine. (l.c.)

