L’aumento della Tari in consiglio Oggi l’approvazione delle tariffe

L’assemblea vota il ritocco del 2,5%, ma per alcune fasce di residenti il costo resta fermo al 2023 Con la riscossione si stima di portare nelle casse del Comune circa dodici milioni e mezzo di euro
CHIETI. Arriva in consiglio comunale il piano tariffario Tari, che dieci giorni fa ha ricevuto il via libera dalla giunta del sindaco Diego Ferrara. Dopo il rinvio della seduta di prima convocazione, andata deserta come previsto venerdì scorso, stasera l’assemblea civica si riunisce nella sala consiliare della Provincia in corso Marrucino per dare il via libera alle tariffe della tassa sui rifiuti per il 2024, con un aumento medio stimato intorno al 2,5%. Un adeguamento che, come ha tenuto a precisare l’amministrazione nei giorni scorsi, è dovuto soprattutto alla chiusura della discarica di Casoni.
Dalla riscossione della Tari, l’ente alle prese con il dissesto finanziario conta di incassare una cifra di poco superiore ai dodici milioni e mezzo di euro. I ritocchi per le famiglie teatine sono ad ogni modo contenuti e, per alcune categorie di cittadini, non solo non sono previsti aumenti, ma ci saranno anche lievi riduzioni. Ad esempio un appartamento di 112 metri quadrati con un solo componente, il costo della Tari è di 216 euro a fronte dei 220 euro dell’anno prima. Se i componenti sono due o tre, la tassa resta grossomodo uguale. Se il nucleo familiare è composto da quattro persone, chi nel 2023 aveva pagato 445 euro, quest’anno ne pagherà 449; un nucleo familiare di cinque componenti passa da 505 a 513 euro; da sei abitanti in su, si sale da 547 a 559 euro.
L’arrivo della prima rata è annunciato per la fine agosto. A supportare il Comune nella riscossione della Tari sarà la ditta aquilana Mercurio Riscossioni srl, che già in passato ha lavorato con Teateservizi, la società partecipata del municipio fallita sei mesi fa che, dal 2007 in poi, aveva acquisito il servizio riscossioni.
Non sono attese grosse spaccature nella maggioranza, nonostante qualche “scossetta” nell’iter che ha portato alla convocazione del consiglio, come ad esempio la conferenza capigruppo che doveva riunirsi per fissare la data ma che è inizialmente andata deserta a causa proprio di defezioni in maggioranza.
«Nonostante il governo abbia prorogato ulteriormente il termine per la determinazione delle tariffe fino al 20 luglio», hanno rivendicato nei giorni scorsi il sindaco Ferrara e gli assessori Chiara Zappalorto (Ambiente) e Tiziana Della Penna (Finanze), «gli uffici hanno lavorato alacremente per stare in linea sulla data della prima proroga, ma soprattutto per procedere subito e stringere i tempi. Una premura dettata dalla necessità di restituire ossigeno al Comune e aggiungere un altro passo al percorso di risanamento: diamo futuro a una funzione di vitale importanza per le casse dell’ente in dissesto, quella della riscossione».
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