L’autista ubriaco non sarà arrestato

L’incidente in cui è morto lo chef Luciani. Il gip boccia la richiesta del pm: «Non può più inquinare le prove, resta libero»
CHIETI. Non sarà arrestato il marocchino che, la notte del 20 aprile scorso, da ubriaco, si è schiantato con il suo camion contro la Smart guidata da Francesco Luciani, lo chef teatino dell’ospedale di Pescara morto sul colpo all’età di 50 anni. Il giudice del tribunale di Chieti, Isabella Maria Allieri, ha bocciato la richiesta avanzata dal pm Giancarlo Ciani: secondo il gip, arrestare Mohamed Mouchane, 51 anni, residente a Chieti, non sarebbe più necessario perché, ormai, il marocchino non potrebbe più inquinare le prove. È questa la motivazione che ha portato a rigettare la richiesta della procura: sono passati quasi tre mesi dall’incidente accaduto all’interno del tunnel lungo la strada a scorrimento veloce per l’A24 e, ormai, gli agenti della polizia stradale, guidati dal dirigente Fabio Polichetti, hanno già ricostruito la dinamica di quello scontro frontale. E, per questo, l’autista, tornato libero dopo un periodo di ricovero nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Pescara, non potrebbe più influenzare l’indagine.
Mouchane, sorpreso con un tasso alcolico di 5 volte superiore rispetto al massimo consentito, non sarà arrestato ma resta indagato per i reati di omicidio stradale, guida in stato di ebbrezza e lesioni e rischia una pena fino a 12 anni di carcere. Secondo la ricostruzione della Stradale, il marocchino avrebbe bevuto alcol a fiumi prima di mettersi al volante. Tanto che il tasso alcolico riscontrato nel sangue del marocchino è stato di 2,40 mentre il limite è fissato a 0,50. E c’è anche il racconto di un testimone ad addossare ogni responsabilità all’autista del camion: l’automobilista, che seguiva l’autocarro, ha raccontato che il mezzo avrebbe iniziato prima a zigzagare e poi, all’uscita di una curva, sarebbe andato dritto invadendo la corsia opposta proprio nel momento in cui arrivava la Smart di Luciani. Un salto di corsia. Il camion procedeva verso Chieti, la Smart andava verso Brecciarola. L’incidente sulla strada che corre dietro allo stadio Angelini non ha lasciato scampo a Luciani: l’impatto ha sbalzato il cuoco fuori dall’auto. Nell’incidente è rimasta ferita anche una ragazza di 26 anni, M.R. di Tocco da Casauria, che si trovava in macchina con il cuoco.
La morte dello chef, originario di Chieti e tifoso dei neroverdi, ha lasciato un vuoto in due città: nella sua Chieti – Luciani è cresciuto a Borgo Marfisi – e anche a Pescara, dove lavorava alla mensa dell’ospedale. Anche la tifoseria neroverde del gruppo 89 Mai Domi ha tributato un omaggio a Luciani: “Ciao chef. Tifa il tuo Chieti da lassù”, questo il testo dello striscione issato davanti alla chiesa di San Francesco Caracciolo, al Tricalle, in occasione dei funerali.
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