L’autunno spaventa le aziende: «Troppe spese per gas e luce»

18 Agosto 2022

Dalla Pilkington alla Denso, i rincari energetici preoccupano i colossi industriali e l’intero indotto Non basta il calo del prezzo del petrolio, l’esperto: «Timori sulla situazioni economica del territorio»

VASTO . Un autunno sempre più incerto per le aziende del Vastese. I rincari energetici di questi giorni e quelli annunciati per i prossimi mesi preoccupano e non poco i colossi industriali e, di conseguenza, tutto l’indotto. Pilkington, che un anno fa aveva avuto danni ingenti per l’aumento di gas e luce, dovrà fare i conti con bollette raddoppiate. Lo stesso vale per la Denso e tutte le aziende che fanno parte di AssoVasto.
«I prezzi da record del gas naturale», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «che è volato fin sopra i 240 euro/MWh continuano a calamitare l’attenzione anche delle aziende locali e a mantenere altissimo il livello di guardia in vista della stagione invernale. I bilanci di previsione sono tutti ritoccati sui costi di gas ed energia elettrica mentre constatiamo che la carenza d’acqua limita tutte le fonti alternative: l’idroelettrico produce poco, il nucleare pure. E in Germania, dove ci sono diversi clienti di aziende locali, il Reno in secca sta creando disagi e blocca il carbone: il corso d’acqua lungo ottocento miglia che serve diversi stretti industriali tedeschi è il più grande porto d’Europa per traffici commerciali. A risentirne saranno anche le nostre aziende. Per fortuna il petrolio cala ai minimi da gennaio 2022: sicuramente una buona notizia per i consumatori, ma rischia anche di essere uno dei pochi risvolti positivi di una situazione macroeconomica che nel territorio è negativa. La guerra del gas con Mosca produce effetti negativi per i bilanci aziendali delle attività del Vastese: l’aumento è di circa il 600% rispetto a un anno fa, quando il gas era a meno di 30 euro/MWh. L’impatto sui prezzi dell’energia e del gas preoccupa sul duplice profilo: sia per l’incredibile aumento dei costi di produzione sia per la sua connotazione nel rappresentare il principale motore dell’inflazione».
I rincari energetici si aggiungono ad altri problemi. «Denso», dice La Rana, «sta vivendo una situazione di riorganizzazione interna senza precedenti. La nuova governance che i giapponesi hanno affidato per la prima volta a un italiano, punta a obiettivi ambiziosi come il pareggio di bilancio entro il 2023, l’arrivo di nuovi ordinativi dall’estero e il cambiamento dei vertici aziendali. Ma la crisi non è terminata e occorre accelerare i provvedimenti sulla scelta dei motori a idrogeno ed elettrici», continua. «È necessario puntare sulla riforma del piano industriale. L’indotto subisce gli effetti e fra questi il taglio di risorse interne e di alcune lavorazioni. La riduzione della forza lavoro fa presagire l’avvento di nuove esternalizzazioni di servizi. Il clima di incertezza non fa vivere giornate serene».
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