L’elettrodotto cambia percorso e il Comune sospende i lavori
Paglieta: ordinanza inviata a Terna sul fermo delle opere di costruzione di due tralicci dei cavi «Opere cominciate senza il nuovo parere e in difformità a quanto previsto dal piano d’intervento»
PAGLIETA. Sono da sospendere immediatamente i lavori della costruzione di due piloni, nel territorio comunale, dell’elettrodotto a 380 kV in doppia terna Villanova-Gissi. L’ha deciso un’ordinanza dirigenziale del comune di Paglieta. L’atto è stato notificato alla società Terna Rete Italia. La sospensione è invia cautelativa «con riserva» si legge nell’atto dirigenziale numero 1 del 9 luglio 2015 «di ulteriori provvedimenti definitivi eventualmente necessari per la modifica e/o messa in pristino dello stato dei luoghi, con avvertenza che, qualora i lavori non fossero sospesi nel giorno stesso della notificazione della presente ordinanza, saranno passibili delle sanzioni penali previste dalla legge».
Perché è stata emessa l’ordinanza di sospensione dei lavori? La Terna, in una nota acquisita al protocollo del Comune di Paglieta lo scorso 15 aprile, ha chiesto un parere a proposito della variazione dei tralicci 104 e 105. Ma, si specifica nell’ordinanza, «tale variazione ai suddetti sostegni non costituisce solo una lieve modifica all’intero tracciato dell’opera in questione, rispetto al progetto definitivo approvato, come evidenziato nella suddetta nota, ma risulta, comunque, una variazione determinante e di notevole impatto visivo e fisico».
Quindi, il 6 giugno il responsabile del quinto settore comunale trasmette alla Terna parere negativo riguardante la variazione dei piloni 104 e 105. Solo che i lavori hanno avuto inizio prima del rilascio del parere di competenza del Comune di Paglieta richiesto da Terna nonché, l’avvenuta realizzazione degli scavi in corrispondenza del nuovo posizionamento dei suddetti sostegni in presunta difformità rispetto a quanto previsto nel progetto esecutivo. È stata quindi disposta l’immediata sospensione dei lavori in corso d’opera. Contro tale provvedimento Terna potrà presentare ricorso, entro 60 giorni dalla data di notifica al Tar ed entro 120 giorni al presidente della Repubblica.
Venerdì scorso anche a Paglieta, dopo altri comuni attraversati dall’elettrodotto, in sedici terreni la società Terna non ha potuto compiere la osiddetta “immissione in possesso” per il rifiuto dei proprietari di concedere la servitù di passaggio. I sedici proprietari avevano già presentato le osservazioni all’infrastruttura di Terna. Sul posto, presente anche un ampio schieramento delle forze dell’ordine, dopo i tafferugli successi a Sant’Onofrio di Lanciano, i tecnici della Terna hanno trovato i proprietari dei terreni, e altre persone, con le braccia conserte che avevano una sola parola d'ordine: «Sui nostri terreni non si passa».
Era presente anche il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, che ha ricordato come la sua amministrazione e quelle di Castel Frentano e Lanciano, hanno presentato un ricorso al Tar contro l’elettrodotto. «Noi ci batteremo in difesa del nostro territorio e della salute dei nostri concittadini», ha ripetuto Scaricaciottoli che ha poi ricordato il caso proprio del pilone 104 che dovrebbe passare a 85 metri da due abitazioni (la fascia di rispetto è di 39 metri) nelle quali ci sono anche alcuni bambini. «Ho anche proposto a Terna l’internamento per 1.200 metri della linea e l’installazione di centraline di monitoraggio fisse. Io ho detto che siamo disposti anche a dare, per far interrare i cavi, i 235mila euro che spettano al Comune per l’attraversamento sul territorio. Terna», afferma il sindaco, «ha detto che per loro l’internamento non esiste. Quei soldi sono elargiti “per mitigare l’effetto dell’elettrodotto”: adesso io chiedo che cosa voglia significare “mitigare l’effetto” di cavi che deturpano un territorio e passano a 85 metri da due case?».
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