L’ex assessore dovrà risarcire il Comune

21 Marzo 2018

Sesso per le case popolari, D’Agostino condannato dalla Corte dei conti: ha leso l’immagine dell’ente

CHIETI. Dovrà risarcire il Comune di 25mila euro. È stato condannato dalla Corte dei conti l’ex assessore Ivo D’Agostino che nel 2013 finì agli arresti domiciliari per i reati di violenza sessuale e concussione su 6 donne disperate alla ricerca di una casa popolare. La pena per D’Agostino è definitiva: nel 2015 la Corte di Cassazione ha confermato i tre anni e tre mesi patteggiati al tribunale di Chieti per lo scandalo delle case popolari in cambio di sesso. E ora, a distanza di tre anni, arriva lo strascico di quel procedimento.
Secondo la sentenza della Corte dei conti, D’Agostino avrebbe «piegato e degradato le funzioni pubbliche ai propri spregevoli istinti e interessi per finalità marcatamente delittuose». E secondo i giudici contabili (Tommaso Miele presidente, consiglieri Federico Pepe e Gerardo de Marco), quel comportamento avrebbe provocato un danno d’immagine al Comune di Chieti: «È evidente la lesione all’immagine della pubblica amministrazione anche per effetto del diffuso e dettagliato risalto delle vicende», dice la sentenza. Un danno da 25mila euro: «Un importo ampiamente giustificato dal ruolo e dalle funzioni rivestite dal responsabile».
La sentenza è di primo grado: D’Agostino potrà appellarla del resto la difesa, con l’avvocato Alessandro De Iuliis, aveva chiesto l’assoluzione dell’ex assessore da tutti gli addebiti sostenendo «l’insussistenza dei fatti storici» e contestando «l’entità del preteso risarcimento».