L’ex caserma intitolata al pediatra E per Santini il cordoglio dell’aula

28 Maggio 2021

Il consiglio comunale di San Salvo dedica la “Casa della maternità” a Festa: domenica il funerale Casalbordino ricorda il 25enne (domani l’autopsia a Pescara) e le ultime 4 vittime di incidenti in 5 anni

VASTO. Il consiglio comunale di San Salvo ha iniziato la seduta di ieri osservando un minuto di raccoglimento per ricordare il pediatra Roberto Festa, 69 anni, vittima martedì di un incidente stradale. L’assemblea civica di Casalbordino farà altrettanto durante il prossimo consiglio che presto sarà convocato, ricordando Andrea Santini, 25 anni, e con lui altri tre giovani del paese morti in altrettanti incidenti stradali. I funerali di Festa si terranno domenica pomeriggio. Probabilmente anche le esequie di Andrea Santini saranno celebrate domenica. Intanto la Procura di Vasto ha disposto accurati accertamenti sulle due disgrazie. Indagano i carabinieri di Ortona e Vasto.
QUI SAN SALVO Il guardrail che delimita il tratto di strada in cui è stato investito il dottor Roberto Festa è ricoperto di fiori. Moltissime le persone che si fermano in quel punto a pregare. A distanza di tre giorni dalla disgrazia, il dolore e lo sgomento sono ancora grandissimi. Il sindaco Tiziana Magnacca, nel ricordare che domenica, in occasione dei funerali del pediatra, sarà dichiarata un giornata di lutto cittadino, ha annunciato che alla memoria del dottore Roberto Festa sarà intitolata l'ex caserma dei carabinieri, destinata a ospitare “La casa della maternità, dell'infanzia e dell'adolescenza”. L’ultimo saluto al professionista sarà dato il 30 maggio, alle 16,30, nella parrocchia di San Giuseppe. Il feretro arriverà a San Salvo dall’ospedale clinicizzato di Chieti. Questa mattina è in programma il conferimento dell'incarico dell’autopsia al medico legale Pietro Falco. La perizia dovrebbe essere fatta domani mattina. Nel frattempo i carabinieri hanno ultimato gli accertamenti sulla strada e ascoltato l'automobilista che, alla guida di una Fiat Punto, ha investito la bicicletta di Festa, un ventottenne di San Salvo. Il giovane, che pare abbia dichiarato di essere stato abbagliato dal sole, è indagato per omicidio stradale.
QUI CASALBORDINO Anche il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, ricorderà Andrea Santini nel corso del prossimo consiglio comunale. «E non solo Andrea», dice Marinucci. «Questo paese ha pagato un tributo di sangue pesantissimo sulle strade. Andrea è la quarta vittima nel giro di 5 anni. Prima di lui un diciottenne è morto in via dei Tigli, un altro motociclista è morto all'incrocio di Vasto Marina e un altro ancora all'ingresso del paese. Casalbordino vuole ricordarli tutti. Il giorno dei funerali di Santini (ancora da fissare, ndc), davanti al comune sarà esposta la bandiera a mezz'asta in segno di lutto». Anche i commercianti terranno le saracinesche abbassate. Andrea Santini, nonostante la giovane età, lavorava nell'azienda agricola del padre. Sia i soci del frantoio che quelli della Cantina sociale dei Miracoli hanno espresso il loro cordoglio alla famiglia. Il feretro non tornerà in paese prima di domenica. Sabato mattina il medico legale Christian D'Ovidio farà l'autopsia sul motociclista nell'obitorio dell'ospedale Spirito Santo di Pescara. Indagato per omicidio stradale colposo, l'automobilista 57enne di Villalfonsina che lo ha travolto. POLEMICHE DOPO LE DUE TRAGEDIE. Le due tragedie hanno trascinato sul banco degli imputati le strade. Sia il punto in cui è stato investito Santini che lo svincolo in cui ha perso la vita il pediatra Festa sono stati teatro di altri incidenti. Tanti i messaggi di protesta. «In ogni tragedia ci sono delle responsabilità oggettive che le autorità competenti hanno il compito di accertare», scrive l'ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese. «A volte il destino è crudele. Lo è ancora di più quando si perde la vita in un incidente stradale. Occorre fare il possibile perché non accadano tragedie. L'attraversamento pedonale in cui ha perso la vita Roberto Festa, non andava fatto. È pericolosissimo. In quel punto bisognava, anzi bisogna», rimarca Marchese, «costruire un ponte. Solo così si garantisce la sicurezza di chi attraversa la statale adriatica».
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