L’ex parco fluviale diventa meta di incontri sessuali

Viavai di auto tra i cumuli di rifiuti a ogni ora del giorno Spuntano recensioni su Internet: «È un posto fantastico»
CHIETI. Un cancello sempre aperto, con una strada sterrata percorribile anche dalle auto che sfilano accanto ai cumuli di rifiuti: ecco che ne passa una, poi un’altra e un’altra ancora. L’ex parco fluviale, la maxi area verde mai nata alle spalle del centro commerciale Megalò, sprofonda sempre più nell’abbandono. Ma, per qualcuno, questa parte della città nel degrado – l’area fa parte del Sir di Chieti Scalo a causa dell’inquinamento nel sottosuolo come testimoniano i piezometri e le trincee scavate per i rilevamenti – è «un posto fantastico»: l’ex parco fluviale è la meta degli incontri sessuali. E su Internet se ne parla anche come di un luogo di appuntamento per omosessuali a caccia di avventure. Un posto che avrebbe due pregi: un «basso afflusso» di persone e un’«intimità alta». Non è una leggenda: sono le 11 di ieri mattina e nella zona c’è già un viavai di macchine. C’è chi parcheggia all’ombra degli alberi e si fa una passeggiata cercando compagnia e chi, invece, gira insistentemente con la macchina passando da quel cancello sempre aperto.
Se l’ex parco fluviale garantisce riservatezza a tutti quelli che vogliono appartarsi, è anche vero che qui il degrado è sempre più dilagante: sotto il ponte delle Fascine continuano ad ammassarsi i rifiuti. Chi non vuole fare la raccolta differenziata, arriva e scarica: buste di spazzature, vecchi vestiti, cassette di legno. E poi lavelli, taniche, bidoni di vernice.
Sull’area verde, nel 2013, l’allora consigliere regionale Pd Camillo D’Alessandro, oggi deputato, aveva presentato un’interrogazione rimasta senza risposta: «Il parco avrebbe dovuto essere pronto contemporaneamente all’inaugurazione del Megalò», recita il documento di 5 anni fa, «a oggi il centro commerciale è in funzione da diversi anni mentre per il parco fluviale siamo di fronte a un’opera incompiuta». E nell’interrogazione si parla anche di un’occasione persa per salvare la zona dal degrado: «La Federazione ciclistica italiana (Fci) aveva chiesto a Comune e Provincia di Chieti di avere in concessione un’area vicina al parco per realizzare una pista ciclabile». Ma, prosegue l’interrogazione, «la Fci non ha ottenuto alcuna risposta».
Dell’area si era occupato anche Wwf teatino, guidato da Nicoletta Di Francesco: «Il perimetro del Sir», dice un rapporto dell’associazione ambientalista, «comprende 30 chilometri quadrati e, in quest’area, uno studio dell’università d’Annunzio ha rilevato 835 mila metri quadrati di terreno con elevate anomalie nella vegetazione e/o nella composizione che farebbero presupporre l’interramento non autorizzato di rifiuti pericolosi».

