«L’ho sempre perdonato, ora non posso»

27 Settembre 2016

La donna è stata operata ed è fuori pericolo: «Francesco mi picchiava ma io non l’ho denunciato perché gli volevo bene»

VASTO. «L’ho perdonato tante volte perché gli volevo bene. Ma questa volta è andato oltre. Non posso perdonarlo, voleva uccidermi». Michela Potenza ce l’ha fatta ma è molto provata. Ha superato l’intervento chirurgico ma non il trauma. Loredana Manso, il chirurgo che l’ha sottoposta al delicato intervento al polmone trapassato dalla lama di un coltello a serramanico, la segue con attenzione. Ieri ha sciolto la prognosi: Michela guarirà in 20 giorni. L’udienza di convalida per l’ex compagno Francesco Leuci, che l’ha accoltellata, è in programma questa mattina a Pescara. Lei è stordita, profondamente turbata, ma accetta di raccontare al Centro la drammatica esperienza vissuta. «Ho conosciuto Francesco 4 anni fa. Ero vedova e lui mi ha detto che era separato. Sembrava una persona perbene. In realtà poco dopo ha cominciato ad avere strani e repentini cambiamenti di umore. A momenti di infinita tenerezza alternava altri di violenza. Mi ha picchiata più volte, morsa sul viso e mi ha rotto tre costole. Io denunciavo l’accaduto ma poi lo perdonavo perché gli volevo bene. A marzo, stanca di subire, l’ho lasciato. Lui sembrava sinceramente pentito e mi ha convinto a tornare insieme. A giugno, poi, mi ha lasciata lui. A quel punto ho deciso di troncare. Ero stanca di stare male. Lui non ha mai accettato la mia decisione», racconta Michela. Ad inizio settembre Leuci è partito per una vacanza terapica a Caramanico. Michela ha sperato potesse servire a rasserenarlo, non è stato così. «Domenica mattina è tornato a Vasto e alle 9 ha cominciato a suonare al campanello di casa mia. L’ho mandato via. Dopo un paio d’ore mi ha raggiunto in piazza Rossetti. Ero con mia sorella. Ha urlato che voleva uccidersi e ha finto di pugnalarsi mimando il gesto. Ho avuto paura che lo facesse davvero, ma poi mi sono resa conto che era solo un sceneggiata. Si è riavvicinato e ha insistito per parlarmi. Ho rifiutato ancora e gli ho voltato le spalle. Pensavo si fosse allontanato e invece mi ha colpito alla schiena». Michela si ferma un attimo vinta dall’emozione. «Da qualche tempo», riprende, «ho chiesto aiuto allo sportello Donnattiva. Sono state le operatrici a darmi la forza di allontanarmi da Francesco». Della vicenda si occupano i carabinieri. Il coltello a serramanico non è stato ritrovato, probabilmente Leuci lo ha buttato a mare. Sul cruento episodio interviene il sindaco Francesco Menna: «La violenza è sempre un atto irrazionale, inumano, ma lo è ancor di più quando si scatena contro chi appare privo di difese adeguate a contrastarla. La piaga della violenza sulle donne è un’emergenza sociale ben più grave di come viene rappresentata e necessita, in primo luogo, di un investimento culturale».

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