L’Ici sui terreni si pagherà a rate

Il consiglio comunale approva la delibera salva-famiglie: cinquanta euro al mese
ORTONA. Gli ortonesi potranno pagare a rate il tributo Ici per i terreni divenuti edificabili a seguito dell'adozione del Prg 2007. Il Consiglio comunale ha approvato la delibera che era stata proposta da Tommaso Cieri, con la quale si cerca di andare incontro ai cittadini dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto contro la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva riconosciuto la correttezza dell’operato del Comune di Ortona in merito agli accertamenti Ici per gli anni 2008-2010, relativi a terreni da agricoli diventati edificabili con il Prg adottato nel 2007 e che poi il Tar Abruzzo ha annullato nel 2012.
Si tratta di terreni che proprio il consigliere Cieri ha definito solo «potenzialmente edificabili», poiché sugli stessi «nulla si sarebbe potuto realizzare». Ripercorrendo la vicenda, ricordiamo che la questione è annosa e ha consentito al Comune di incassare oltre 5 milioni di euro.
Sono stati numerosi i contenziosi (in primo grado furono presentati circa 300 ricorsi, ma alla Cassazione si sono rivolte una decina di persone). Tuttavia con la sentenza emessa, la stessa Cassazione ha confermato che la destinazione urbanistica dei terreni non viene travolta dall’annullamento da parte del Tar del piano regolatore generale approvato dal Comune nel marzo 2012, in quanto resta quella attribuita loro proprio dal Comune nel Prg adottato e rimasto in vigore. In particolare è stato evidenziato che la sentenza del Tar ha annullato il Prg perché l’atto di approvazione dello stesso non era stato preceduto dal sub procedimento di valutazione ambientale strategica e dagli studi di microzonizzazione sismica, lasciando comunque valido il piano adottato. E così con la recente delibera approvata dal consiglio comunale si consentirà ai cittadini di pagare le somme scaturenti dagli accertamenti effettuati in un numero di rate proporzionali al reddito con un minimo di 50 euro al mese o in 76 rate mensili.
Inoltre, poiché in alcuni casi i ricorrenti erano stati anche condannati al pagamento delle spese legali, queste potranno essere dilazionate al termine della prima dilazione.
Nell’ipotesi che si siano aggiunti ulteriori accertamenti per anni successivi, per tributi della stessa natura, potranno anch’essi essere dilazionati a decorrere dall’estinzione dei precedenti pagamenti. «Si è cercato di alleggerire il peso gravante sui cittadini», commenta Tommaso Cieri, che polemizza con la maggioranza in quanto al momento della votazione, «fatta eccezione per il sindaco, per Cocciola, Coletti e Forti, è uscita dall’aula manifestando cosi un assoluto disinteresse alle questioni di quei cittadini che con l’approvazione della delibera non avrebbero ottenuto di non pagare, ma solo di alleviare la difficoltà di versare in un'unica soluzione il tributo». (a.s.)
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