L’inchiesta sulla sparatoria svela gli affari di droga: 29 imputati

Si allunga la lista dei reati contestati alla banda che fece fuoco contro un buttafuori davanti a un locale Grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori ora scoprono una rete di spaccio nel Vastese
SAN SALVO. Porto abusivo di arma da fuoco, lesioni personali aggravate e spaccio di sostanze stupefacenti. È lunga la lista di reati contestati ai primi 9 dei 29 imputati che, il prossimo 17 marzo, compariranno davanti al gup del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale; gli altri 18 sono accusati soltanto di spaccio; gli ultimi due di favoreggiamento. Il gruppo è finito nei guai a causa dell’attentato che, il 23 giugno 2017, sconvolse San Salvo: un giovane albanese sparò un colpo di pistola contro Walther Cordisco, 34 anni, addetto alla sicurezza del locale El Domingo al lido Pachuka, ferendolo a una gamba. Poi, nel corso delle indagini, grazie alle intercettazioni telefoniche, gli investigatori hanno scoperto anche un importante giro d’affari di droga che impegnava diversi corrieri. Cinque anni dopo la sparatoria, la vicenda approda in tribunale: la Procura di Vasto ha chiuso le indagini un anno fa e, fra poco più di due settimane, è in programma l’udienza preliminare.
Su 29 imputati, la posizione più delicata è quella di Denis Bimi, 31 anni, di origine albanese: secondo gli investigatori sarebbe stato lui a sparare. Gli altri imputati sono Emran Morina, 32 anni, macedone, Ajden Cekorja (27) albanese, Agi Cafi (42) albanese, Costel Blanaru (45) albanese, Albjond Xheka (33) albanese, Arando Yeri (27) albanese, Ardian Tafili (45) albanese, Gaetano Adinolfi (51) di Torino, Alessandro Tomasi (43) di Vasto, Elia Tatangelo (33) di Agnone, Giuseppe Lalli (32) di Atessa, Teodora Iacovone (24) di Agnone, Raffaele Iacovone (54) di Agnone, Nicolas Redigolo (31) di Agnone, Sabrina Iacovone (27) di Agnone, Barbara Mondano (32) di Termoli, Antonio Di Rocco (39) di Termoli, Cristina Spada (46) di Capua, Carmine Travaglini (31) di Vasto, Stefano Spadaccini (34) di Vasto, Eijlian Cullahhj (33) albanese, Emilio Peluso (56) di San Salvo, Like Llani (35) albanese, Erxhino Uku (39) albanese, Michele Scuccimarra (58) di Ortanova, Ciro Di Pietro (39) di Foggia e Viktorija Beniusyte (31) lituana.
I carabinieri identificarono subito il gruppo di albanesi e il presunto sparatore: pretendevano di entrare nel locale nonostante il rifiuto ricevuto all’ingresso. Di fronte al quadro delle accuse, il compito dei difensori non è facile: Marisa Berarducci, Antonello Cerella, Carmine Petrucci, Pierpaolo Andreoni, Giovanni di Santo, Marco Sciascio, Gianni Di Stefano, Concetta Di Stefano, Filippo Di Risio, Marco e Stefano di Lello stanno preparando la difesa.
Il ferimento del buttafuori è collegato ad altri episodi: qualche giorno prima, nel locale vigilato da Cordisco, gli albanesi provocarono una lite e furono allontanati. Uno sgarbo che, per loro, andava punito per ribadire le “regole”: il 23 giugno 2017 arrivarono al Pachuka prima in 4, poi in 7 e alla fine in 29. Quel che accadde dopo è cosa nota.

