L’omaggio a Castaldo dalla città in lutto: «Era un galantuomo»

Chiesa di San Giuseppe gremita per l’addio all’imprenditore Alla cerimonia gli ex calciatori Sgherri, Castellano e D’Amico
SAN SALVO. La San Salvo che sognava era una città unita nella lotta per il bene comune. Ieri sarebbe stato contento di vedere che accanto al suo feretro si è riunita tutta la cittadina. Unanime il dolore per la sua scomparsa a prescindere dal credo politico. Perché, come ha sottolineato il parroco di San Giuseppe, don Raimondo Artese, Antonio Castaldo, 56 anni, morto per un male che è riuscito a sconfiggere, non era l'uomo che riusciva a farsi voler bene per la sua schiettezza e il suo impegno. Tanti i politici riuniti in chiesa, ma tanti anche gli sportivi. A rendere omaggio alla sua salma sono arrivati da Pescara Stefano Sgherri, Alfredo Castellano e Rudy D'Amico della Turris calcio. «Per noi resterà sempre un grande sportivo che si impegnava in prima persona», hanno detto commossi.
La San Salvo sportiva ha reso omaggio in massa al suo "patron". «Ciao patron», ha detto Vitale Piermattei, «amavi l'Us San Salvo e ti sei sempre preso anche responsabilità non tue pur di far del bene». In partenza per Torino, il presidente dello Juventus club, Antonio Generoso, e il direttivo hanno rivolto un pensiero ad Antonio Castaldo «amico di tanti, tifoso milanista ma sempre rispettoso dei “nemici”». Tanti sul piazzale della chiesa gli operatori turistici. E poi c'erano gli umili, quelli che lui aiutava e che ieri hanno versato fiumi di lacrime.
Il rito funebre è cominciato poco dopo le 15,30. Il feretro coperto da fiori bianchi è arrivato da Lanciano. La chiesa di San Giuseppe è parsa troppo piccola per ospitare tutti coloro che hanno voluto stringersi alla famiglia in un momento così doloroso. «Non ci ha dato il tempo di prepararci», ha detto l’ex sindaco Tiziana Magnacca, anche lei visibilmente commossa. «È un grave lutto per tutta la città». Galantuomo, uomo rispettoso delle idee altri, politico e imprenditore di grande spessore in tanti, rappresentanti delle istituzioni, dei partiti e del mondo del lavoro, hanno voluto ricordare quello che ha fatto Antonio Castaldo. Lo hanno fatto nel giorno dei suoi funerali.
Nella chiesa di San Giuseppe c'erano i compagni di sempre e gli “avversari” che lo stimavano. Non sono mancati i ricordi di chi non sempre è stato d'accordo con lui ma ne ha riconosciuto il grande spessore umano. «Un esponente della destra sempre disponibile ad ascoltare gli altri, un galantuomo», lo ha definito il sindaco Emanuela De Nicolis.
Nel corso della celebrazione don Raimondo ha avuto parole di conforto per i familiari ricordando quel grande politico con cui alle volte si poteva non concordare ma che tutti ascoltavano quando parlava per il suo grande spessore umano. La presenza dei compagni di partito vicino agli “avversari” ha raccontato un affetto, quello per Castaldo, che ha superato steccati ideologici e barriere politiche. «Ha dedicato la sua esistenza a cercare di costruire società più giusta», hanno ribadito i familiari. Al termine del rito funebre la salma è stata accolta all'uscita dalla chiesa da scroscianti applausi. L'ultimo omaggio prima del trasferimento nel cimitero. (p.c.)
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