L’operaio è morto per un trauma toracico

19 Gennaio 2024

Lanciano. Eseguita l’autopsia sul 47enne deceduto ad Atessa. Domani funerali alle 10 e lutto cittadino

LANCIANO. Roberto Caporale è morto per il trauma toracico provocato dal tubo metallico espulso dalla pressa, che in pochi minuti ha fermato il suo cuore. È quanto emerso dall'autopsia sull'operaio 47enne di Lanciano, deceduto lunedì scorso nell'incidente alla Proma di Atessa. La perizia è stata eseguita all'ospedale di Chieti, dal medico legale Pietro Falco, incaricato dalla procura di Lanciano che ha aperto un fascicolo d'inchiesta per omicidio colposo. Nel registro degli indagati è iscritto il datore di lavoro dell'operaio, il direttore di stabilimento della Proma spa, dove Roberto lavorava con un contratto di somministrazione. Alla perizia ha preso parte anche Domenico Angelucci, consulente nominato dalle parti offese, madre e sorella della vittima, rappresentate dall'avvocato Michele Di Toro. Il trauma toracico è stato tale da provocare una significativa contusione cardiaca, polmonare e dell'aorta, da cui è conseguito un arresto cardiaco fatale al giovane operaio.
Nel corso dell'esame autoptico sono stati effettuati anche i prelievi per gli esami istologici e tossicologici. I risultati saranno depositati entro 60 giorni. La salma è stata restituita poi alla famiglia per i funerali di domani, alle ore 10, in cattedrale, quando in città sarà proclamato il lutto cittadino. La camera mortuaria è allestita oggi alla Di Menno Di Bucchianico (uscita autostrada) dalle 8.30 alle 19.30.
Appena 4 mesi fa la città ha pianto un'altra morte bianca, quella di Fernando Di Nella, deceduto nell'esplosione della Sabino di Casalbordino.
«Gli incidenti sul lavoro, come dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono una sconfitta per lo Stato, per tutti», commenta il sindaco Filippo Paolini, «sulla dinamica sarà la magistratura a fare chiarezza, ma un giovane che sta lavorando non può lasciare la vita in una maniera così assurda e tragica. Conoscevo bene Roberto Caporale, figlio di Camillo che è stato nella mia segreteria per 10 anni. Era un ragazzo di un'educazione eccezionale, riservato, attento e preciso. Stava cercando la sua strada e aveva trovato lavoro, purtroppo non a tempo indeterminato».
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