L’opposizione: «Caso antenne, vittoria dell’ex sindaco»
BOMBA. «Non capiamo cosa c’entri il sindaco Donato Di Santo con la recente decisione rispetto agli usi civici e le antenne di Monte Pallano»: lo dice il gruppo consiliare di minoranza “Paese Mé”...
BOMBA. «Non capiamo cosa c’entri il sindaco Donato Di Santo con la recente decisione rispetto agli usi civici e le antenne di Monte Pallano»: lo dice il gruppo consiliare di minoranza “Paese Mé” dopo la sentenza della Corte d’Appello usi civici di Roma dello scorso 29 ottobre, a tutela degli usi civici, che fa riacquisire beni collettivi al patrimonio comunale: le stazioni radio televisive e di telefonia mobile a Monte Pallano sono collocate non su proprietà private ma su suolo demaniale. «La giunta Di Santo ottiene una importante vittoria a tutela degli usi civici, riprendendo beni collettivi al patrimonio comunale»: così ha affermato Di Santo. «La causa decisa in appello» affermano Oscar Nasuti, Salvatore Martorella e Carmine Pagliarone, consiglieri di “Paese Mé”, «ha per oggetto l’attività di reintegra degli usi civici dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Raffaele Nasuti. Il contenzioso è iniziato nel 2007 e si è concluso in primo grado nel 2016 con la conferma degli atti dell’amministrazione Nasuti e, in questi giorni, in secondo grado. Capiamo che chi non ha fatto quasi nulla in 9 anni di mandato ha il disperato bisogno di inventarsi qualcosa, ma questi fatti a Bomba sono conosciuti. Gli usi civici riguardano la maggioranza della popolazione: Di Santo ha collezionato l’ennesima brutta figura attribuendosi il lavoro di altri». L’imprenditore col maggior numero di antenne a Monte Pallano con ricorso del 2 gennaio 2007 ha impugnato l’atto dell’amministrazione Nasuti; il giudizio è stato deciso con sentenza n. 36 del commissario regionale del 12 dicembre 2016 dando ragione al reintegro fatto dall’amministrazione Nasuti. Il 18 gennaio 2017 l’imprenditore ha notificato l’appello contro la sentenza. E Di Santo ha deciso di costituirsi in appello per difendere la vittoria in primo grado del Comune.
Matteo Del Nobile
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