L’opposizione: «Centrodestra diviso e avido di poltrone»
CHIETI. Consiglio comunale saltato a causa delle frizioni interne alla maggioranza, i partiti di opposizione non ci stanno e attaccano, compatti, l’amministrazione Di Primio alla vigilia del ritorno...
CHIETI. Consiglio comunale saltato a causa delle frizioni interne alla maggioranza, i partiti di opposizione non ci stanno e attaccano, compatti, l’amministrazione Di Primio alla vigilia del ritorno in aula di stamattina: «Alla fine la verità viene a galla ed il centrodestra ha mostrato le proprie divisioni interne». Riguardo, nel dettaglio, alla nomina dei componenti comunali in seno all’Asp San Giovanni Battista. Il sindaco aveva indicato quale referente della maggioranza Roberto Melideo, capogruppo di Ncd, mentre Forza Italia ha optato per un suo esponente, Maurizio Costa. La quadra tra il sindaco e il partito che in consiglio esprime sette consiglieri, senza dimenticare i tre assessori forzisti, non è stata trovata e si è arrivati a rottura a margine di una riunione fiume convocata durante la seduta consiliare di lunedì pomeriggio, poi sciolta per mancanza del numero legale. Ciononostante la minoranza sia rimasta pazientemente in aula ad aspettare che i consiglieri di centro destra occupassero di nuovo i propri banchi. Un comportamento stigmatizzato con forza dal Pd, da Giustizia sociale, da L’Altra Chieti e dal Movimento 5 Stelle che hanno diffuso una nota congiunta al veleno in attesa del consiglio odierno. «La sospensione originaria di 10 minuti è diventata di 45» scrivono Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd, e Ottavio Argenio, capogruppo dei 5 Stelle, con la stessa maggioranza che a stretto giro ha fatto cadere il numero legale con un aggravio di costi per la collettività. In futuro ne vedremo delle belle a causa di un centro destra avido di poltrone». Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, aggiunge alludendo al numero di consiglieri forzisti in consiglio. «Forza Italia ha dato i primi 7 schiaffi politici a Di Primio. Evidentemente» tuona Di Paolo «sono iniziate le grandi manovre politiche, a danno della città, in vista delle prossime elezioni regionali e parlamentari». (j.o.)

