L’opposizione torna alla carica: «Riconvocate subito il consiglio»

18 Giugno 2023

Altra richiesta dopo la seduta a vuoto per l’assenza della maggioranza: documento inviato al prefetto All’ordine del giorno anche i problemi dell’agricoltura. Castiglione: la minoranza cerca solo visibilità

ORTONA . L’opposizione non molla e chiede un altro consiglio comunale. Dopo la seduta saltata venerdì, i consiglieri Ilario Cocciola, Gianluca Coletti, Franco Vanni, Angelo Di Nardo, Simonetta Schiazza, Antonio Sorgetti, Simona Rabottini e Italia Cocco hanno protocollato una nuova richiesta di adunanza. Questa volta però l’opposizione invia la richiesta anche al prefetto. Tra le proposte in discussione, oltre alle precedenti, è stata inserita dagli otto una riguardante l’agricoltura: «Richiesta misura a sostegno delle attività vitivinicole ortonesi danneggiate dagli eventi meteorologici eccezionali di aprile e maggio».
Due gli aspetti che emergono principalmente: il primo è il richiamo a una violazione del diritto delle opposizioni, in particolare in riferimento al fatto che il presidente del consiglio, che ha convocato la seduta, deve assicurare la sua presenza e quindi almeno lui che ha il potere di indicare la data deve garantire la partecipazione. La seconda riguarda appunto la proposta sull’agricoltura.
Non esita il sindaco Leo Castiglione a ribattere: «L’unica verità emersa dal consiglio di venerdì», dichiara, «è stato l’uso personalistico delle istituzioni. La minoranza in barba ai veri problemi dei cittadini non ha accettato la proposta della maggioranza di accorpare gli argomenti proposti da loro con l’approvazione del rendiconto di gestione, atto dovuto per legge, in unico consiglio il 30 giugno o il primo luglio, data stabilita dai tempi di deposito dei documenti». Secondo Castiglione la minoranza pensa unicamente alla propria visibilità senza farsi carico dei costi che ricadono sulla collettività nel fare due consigli piuttosto che uno per tutti gli argomenti. «Le proposte della minoranza sono assolutamente degne di nota», conclude il primo cittadino, «ma sicuramente non di un’urgenza tale da non poter aspettare 15 giorni. La mia maggioranza quotidianamente lavora per trovare soluzioni e sa che i cittadini preferiscono i fatti ai giochi di visibilità. Alle interrogazioni urgenti è stata data già risposta scritta: il senso di responsabilità avrebbe richiesto un comportamento diverso».
La replica del gruppo “Città che amo”: «Se il principio è il risparmio sui costi pubblici, ci si domanda come mai non abbia trovato applicazione anche ad aprile, quando sono stati convocati tre consigli: forse perché era in discussione la tenuta dell’amministrazione?».
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