L’ordinanza anti-botti fa cilecca
CHIETI. Nessun ferito, è vero, ma i botti a Capodanno ci sono stati eccome. Il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Di Paolo, il papà del regolamento comunale entrato in vigore nel dicembre del...
CHIETI. Nessun ferito, è vero, ma i botti a Capodanno ci sono stati eccome. Il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Di Paolo, il papà del regolamento comunale entrato in vigore nel dicembre del 2013 e «copiato» da 800 amministrazioni italiane, è soddisfatto anche se ammette che «bisogna fare di più». «I botti si sono limitati la sola notte di Capodanno e il centro storico è stato risparmiato da queste consuetudini incivili e deleteree per neonati, anziani e non per ultimi per i nostri amici a 4 zampe. Ma nelle periferie» ammette Di Paolo «purtroppo i botti ci sono stati e hanno fatto anche danni. Ci sono cani che, terrorizzati, sono scappati. Un cagnolino è stato ferito da un raudo lanciato nel cortile dal vicino. La povera bestiola per tentare di fuggire si è arrampicata sulla rete metallica di recinzione e si è spezzato una zampina. I proprietari, ovviamente, hanno presentato denuncia contro il vicino. Il regolamento è buono» chiude «ma bisogna lavorare di più contro queste consuetudini barbare». Per Gianpiero Riccardo del Pd invece: a Chieti, le norme "anti botti" sono molto social e poco real. «Se è vero che si scoppiano meno petardi e si verificano meno incidenti è altrettanto vero che tutti i trasgressori restano impuniti» dice Riccardo «anche quest'anno non si è riscontrato alcun tipo di controllo preventivo né di sorveglianza nei giorni in cui il rischio è più alto. Che senso ha una regola se non esistono controlli e sanzioni? Ho quindi il sospetto che l'amministrazione usi i richiami al rispetto del regolamento per compiacere animalisti e deboli di cuore; ma poi si guardi bene dall'applicare controlli e sanzioni per non inimicarsi i consumatori 'fuorilegge' di petardi». (y.f.)

