L’oro dei fedeli venduto «Scusate ma non ho colpe»

ORSOGNA. I fedeli sono infuriati, il parroco si scusa anche se non ritiene di avere colpe e nel frattempo stila una relazione sulla vendita dei donativi della parrocchia di San Nicola di Bari. Non...
ORSOGNA. I fedeli sono infuriati, il parroco si scusa anche se non ritiene di avere colpe e nel frattempo stila una relazione sulla vendita dei donativi della parrocchia di San Nicola di Bari. Non si placa la polemica a Orsogna relativa alla cessione di parte dell’oro donato da famiglie del paese, attraverso i decenni, a San Rocco, che il sacerdote don Mario Persoglio ha venduto ad un compro oro di Francavilla al Mare per ricavare denaro con cui riparare il tetto della chiesa di San Nicola. I cittadini vogliono la massima chiarezza sulla questione, dopo che decine di oggetti preziosi sono stati alienati senza che loro ne fossero a conoscenza.
«Non posso nasconderle l’amarezza e la sofferenza che sto vivendo in seguito alla situazione venutasi a creare, poichè ho agito in perfetta buona fede e costretto dalla necessità di salvaguardare l’incolumità dei fedeli», scrive don Mario nella relazione sulla vicenda inviata al vescovo della diocesi Chieti-Vasto, Bruno Forte.
«Già precedentemente, nel marzo 2013, manifestai all’arcivescovo la mia intenzione di voler alienare una parte dei donativi in oro, conosciuto come il “Tesoro di San Rocco”, per poter acquisire un fabbricato attiguo al complesso parrocchiale che era in vendita, ed in tale circostanza l’arcivescovo espresse verbalmente parere favorevole. Tuttavia, per motivi contingenti l’operazione, non fu conclusa e successivamente si decise di affittare lo stesso stabile per potervi svolgere le opere di ministero pastorale».
Nella relazione il parroco poi passa alla cronistoria degli imprevisti che hanno colpito la parrocchia, con la necessità di metterla in sicurezza attraverso interventi costati 23mila euro. «Va detto che più volte, mentre i lavori erano in corso d’opera, ho richiamato l’attenzione dei fedeli alla partecipazione generosa, ma i miei inviti non hanno sortito il risultato sperato», aggiunge il parroco. «Mi sono trovato a far fronte al pagamento delle spese senza avere alcuna disponibilità finanziaria». È a questo punto che è scattata la decisione di alienare i donativi «facendo memoria di quanto l’arcivescovo mi aveva precedentemente detto» evidenzia don Mario Persoglio. Non prima però di aver consultato un avvocato circa la fattibilità dell’operazione e verificato l’eventuale presenza di oggetti di valore storico. E, non riscontrando problemi, il sacerdote ha portato avanti la sua idea ricavandone 18mila euro, grazie ai quali ha pagato i lavori.
Ma la bufera era dietro l’angolo e oggi don Mario fa le sue scuse: «A lei Eccellenza, e alla comunità orsognese, chiedo perdono se involontariamente ho procurato sofferenze non volute e chiedo la sua paterna benedizione».
Alfredo Sitti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

