L’orso Juan Carrito ritorna a Pizzoferrato

Incursione notturna dell’animale, uccisi due capretti dentro una stalla. Adesso scatta il monitoraggio
PIZZOFERRATO . Juan Carrito è tornato a Pizzoferrato. L’orso bruno marsicano si è reso protagonista di incursioni notturne in paese, di cui un paio di capretti ne hanno fatto le spese. È successo la notte tra giovedì e venerdì in una stalla nella zona di Colle Paolo, appena fuori dal centro abitato, in aperta campagna. L’orso M20, più noto come Juan Carrito, uno dei quattro cuccioli di Amarena, è stato anche immortalato in uno scatto in via Luigi Condorelli, nelle vicinanze della casa del medico e umanista e non lontano dalla caserma dei carabinieri.
Da ieri, quindi, pattuglie dei carabinieri forestali lo monitorano a vista, tracciando e seguendo i suoi spostamenti, dal confine con il Parco nazionale della Maiella, in località Minco d’Adamo, al centro abitato di Pizzoferrato, un percorso di circa tre chilometri. Juan Carrito, spesso avvistato nell’Alto Sangro, era già stato in paese lo scorso maggio; anche in quell’occasione aveva fatto, nelle frazioni, razzia di galline e assaltato qualche alveare in cerca di miele. Ma l’orso sarebbe tornato anche altre volte.
«Ormai sta diventando un habitué», conferma il vicesindaco Francesco Di Pasquale, «segue percorsi circolari, quindi a periodi alterni torna. In fin dei conti Pizzoferrato è un paese in piena zona Parco: per quanto non siano incontri così frequenti, non è però inusuale avere a che fare con animali selvatici». Delle incursioni di Juan Carrito sono stati informati i carabinieri e il Comune, ma a Pizzoferrato non c’è allarme. «C’è piuttosto stupore, meraviglia, ma anche tanta curiosità che va scoraggiata», dice ancora Di Pasquale, «l’orso è un animale timoroso, non si avvicina alle persone né ai cani. Per quanto sia “antropizzato”, resta un animale selvatico. Se capita di incontrarlo non bisogna inseguirlo o avvicinarlo, né cercare di attirarlo dandogli del cibo, né tantomeno cercare di fare foto o video a tutti i costi». Il plantigrado è radiocollarato, ma proprio ieri si sono scaricate le pile dell’apparecchio localizzatore.
Oggi, infatti, è previsto l’intervento del personale tecnico del Parco nazionale della Maiella per sostituirle e trasportare l’orso in una zona boschiva. Fino ad allora, squadre dei carabinieri forestali si alternano per monitorarlo e non perderlo di vista.
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