«L’ospedale? Possiamo ancora salvarlo»

26 Gennaio 2016

Guardiagrele, Caramanico bacchetta Iacovella del comitato La Voce: «Perché arrendersi?»

GUARDIAGRELE. Sul futuro dell’ospedale " S.S, Immacolata " è botta e risposta tra il coordinatore del Comitato Civico "La Voce" Nello Iacovella e il consigliere comunale Franco Caramanico.

«E' vero quanto afferma Iacovella»osserva Caramanico «che la chiusura dell'ospedale è stata decretata dal Programma opeerativo del 2010, ma è altrettanto vero, e bisogna avere il coraggio di dirlo, che la stessa è stata bloccata da un accordo politico del 25 gennaio 2012, firmato dal sottoscritto, dall'ex sindaco Sandro Salvi e dall'allora assessore regionale Lanfranco Venturoni. Grazie a quell'accordo» precisa Caramanico «in quegli anni, fu infatti bloccato il trasferimento della Psichiatria a Chieti e della Geriatria ad Ortona».

Il consigliere comunale, evidenzia quindi, che i ricorsi giudiziari, pur avendo avuto la loro importanza, non sono stati però e non potevano essere determinanti. «Iacovella» aggiunge Caramanico «dovrebbe ricordare che la Psichiatria è stata chiusa prima ancora che ci fosse la sentenza del Consiglio di Stato. La riduzione dei posti letto è infatti avvenuta prima di questo pronunciamento. Bisogna avere l'onestà di dire con chiarezza che il commissario alla sanità, ha il potere di decidere e, addirittura, che lo stesso direttore generale, può riorganizzare gli ospedali, favorendo alcune strutture, a discapito di altre. Iacovella» continua Caramanico «quando dichiara che continuare ad insistere sulla difesa dell'ospedale come presidio medico geriatrico o dichiararlo presidio di zona disagiata, significa solo perdere tempo, fa una affermazione irresponsabile, grave» .

Caramanico, sottolinea che è difficile capire quali potrebbero essere i motivi che spingono certe persone a giustificare la chiusura dell'ospedale e a considerare una perdita di tempo l'impegno profuso da altri che non sono disposti ad arrendersi. «Come si fa» sostiene Caramanico «a non difendere un ospedale come quello di Guardiagrele che ha un bacino di utenza di 44.441 abitanti, dopo una serie di tagli che nella provincia di Chieti, hanno visto dal governo regionale Chiodi ad oggi la perdita di 480 posti letto negli ospedali di Casoli, Gissi e nel nostro, a cui si sono poi aggiunti i posti delle cliniche chietine Villa Pini e Spatocco, trasferiti nel pescarese?». (g.i.)