L’ospedale si prepara ai casi gravi: ecco il piano per i nuovi ricoveri

Il primario Cipollone: «Le feste spartiacque decisivo, senza attenzione torneremo in piena emergenza» Al Santissima Annunziata un reparto riconvertito per curare i contagiati, ora i pazienti anche ad Atessa
CHIETI. Dopo la riconversione in reparto Covid della Pneumologia del Santissima Annunziata, la Asl è pronta a riaprire il presidio di Atessa come ospedale Covid del territorio. La riattivazione è prevista già per domani ma, per il momento, non verrà utilizzata tutta la capienza dei mesi scorsi. Alla Asl si cerca di prevenire i prossimi passi della pandemia, con un piano fatto di vari step.
«Siamo in una situazione di monitoraggio vigile», dice Francesco Cipollone, direttore della Clinica medica all’ospedale di Chieti e referente della medicina Covid dell’intera Asl. «In ospedale non c’è ansia né affanno», continua il professore, «ma sono convinto che le feste natalizie siano uno spartiacque importante. Le stime dell’Istituto superiore di sanità danno il picco Covid dopo le feste. Siamo tutti stanchi e il Natale per tutti è un momento di riposo da passare insieme ad amici e persone care. E tutto questo va fatto, senza però dimenticare che il Covid circola ancora. Bisogna ricordare costantemente di mantenere le misure di sicurezza: il distanziamento, le mascherine da cambiare con frequenza e la sanificazione delle mani. Altrimenti non se ne uscirà fino a Pasqua. Se in quei dieci giorni di Natale faremo finta che non c’è più il Covid, potremo pagarne lo scotto fino alla primavera inoltrata».
Il piano anti-Covid della Asl prevede che Atessa sarà un Covid hospital a bassa intensità, destinato cioè a pazienti che hanno sintomi meno severi. Si inizierà con una decina di posti letto Covid, per poi arrivare ai 40 posti letto dei mesi scorsi, nel momento in cui ce ne dovesse essere bisogno. Attualmente, d’altronde, la Pneumologia del Santissima Annunziata diretta da Stefano Marinari è occupata a metà, con 7 posti letto ancora liberi sui 14 a disposizione.
«A seconda delle esigenze», spiega Cipollone, «abbiamo messo in campo un sistema modulare. Attualmente la situazione è stabile. La scorsa settimana si è registrata un’impennata di ricoveri che, però, negli ultimi giorni è stata bilanciata da tante dimissioni».
Attualmente nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti c’è ancora un letto libero, mentre nel reparto gemello del San Pio di Vasto ce ne sono ancora due. In Rianimazione a Chieti i sei posti dedicati al Covid sono tutti occupati, ma, se ci fosse bisogno, si potrebbero riconvertire altri posti letto di terapia intensiva in posti letto Covid. Nel momento in cui ce ne fosse la necessità, nel giro di poche ore la Asl sarebbe pronta anche a riconvertire in reparto Covid il terzo reparto di Medicina dell’ospedale di Chieti, la Clinica geriatrica. È anche prevista una riapertura dell’ex ospedale di Casoli, sempre come struttura Covid a bassissima intensità.

