L’Udc conferma: «Mai con Di Primio Andremo da soli»

20 Gennaio 2015

CHIETI. Non basta la telefonata in limine litis di Federica Chiavaroli ad Andrea Buracchio per far cambiare idea all’alleato di peso. L’Udc non torna indietro: mai più con il sindaco indagato per...

CHIETI. Non basta la telefonata in limine litis di Federica Chiavaroli ad Andrea Buracchio per far cambiare idea all’alleato di peso. L’Udc non torna indietro: mai più con il sindaco indagato per corruzione nell’inchiesta sul Megalò 3. Rimane nel centrodestra, il partito del tredicipercento ma, anche a costo di correre da solo, non appoggerà Umberto Di Primio che così sulla sua strada della ricandidatura incontra l’ostacolo più grande da rimuovere. Buracchio pare che sia stato chiaro con l’implorante Chiavaroli. Non è una scelta personale, ma una via obbligata dalla base del partito che gli impone il no al sindaco sott’inchiesta. Così Di Primio, che pregusta già il via libera da Roma, si ritrova a scrivere su Facebook una frase che altri non è che un messaggio neanche tanto cifrato rivolto a chi lo tratta da zavorra

«Sono stufo dell'indecisione di taluni che mostrano, evidentemente, di avere memoria molto corta», afferma il sindaco in veste di politico da Facebook, «questa settimana, con i miei collaboratori più stretti deciderò il da farsi e come sempre la scelta sarà fatta pensando alla nostra città e non all'egoistico interesse di parte o di qualcuno. Chieti si serve con passione e dedizione. Di Chieti non ci si serve. Questo vale per tutti». A prima vista, il post, sembra un addio alle armi, un ravvedimento di Di Primio pronto a fare il passo indietro, che peraltro gli fa incassare anche commenti a favore come chi, e forse a ragione, stigmatizza lo stillicidio politico-giudiziario che lo sta torturando in questi giorni. Ma la chiave del post è anche un’altra se viene letta alla luce della decisione, senza biglietto di ritorno dell’Udc, e del no già espresso da tempo da Forza Italia targata Ch, ovvero Fabrizio Di Stefano e l’indeciso Mauro Febbo.

Il messaggio di Di Primio quindi può essere inteso come un bluff di parola che, nel poker, fa chi ha carte buone ma vuol far credere il contrario. E il sindaco, che vuole ricandidarsi, sa di avere in mano carte buone. Sa, per esempio, che domani il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che ha preso il pallino in mano, incontrerà i forzisti nazionali che però non daranno il benservito a Di Primio solo perché, dicono negli ambienti della politica, ha incontrato una buccia di banana. Della serie: chi non è indagato, non è imputato o non è condannato, scagli la prima pietra. Ma in pochi possono permettersi il lusso di farlo. (l.c.)