L’ultimo episodio a fine ottobre

Furgone preso di mira a Pescara: bottino di circa 120mila euro
PESCARA. L’ultimo episodio risale allo scorso 31 ottobre a Pescara, mentre era in corso il giro tra gli uffici postali per depositare il denaro delle pensioni. Ed erano le 7, quando il furgone dell’istituto di vigilanza Aquila ha raggiunto via Verrotti, traversa di via D’Avalos, ma è stato bloccato nel suo percorso da un assalto armato. Il colpo riuscì alla perfezione: i banditi sono fuggiti con un bottino di 120mila euro. Uno dei vigilanti è stato anche colpito alla testa. Erano almeno tre e hanno fatto perdere le tracce su un furgone.
A dicembre 2019, invece, un portavalori era stato preso di mira a Montesilvano da una banda che è riuscita ad arraffare alcuni sacchetti di denaro, per un importo di 60mila euro, prima che il conducente del blindato fuggisse per evitare che il mezzo venisse svuotato. E un mese prima ancora, a novembre, sempre l’agenzia Aquila aveva subito un altro assalto, a Santa Teresa di Spoltore, anche allora a pochi passi da un ufficio postale che stava per essere rifornito di contanti. Il bottino, anche in quella occasione, è stato di 120mila euro. Il Fiorino usato per la fuga era stato abbandonato a Cerratina.
Sono riusciti, invece, a far perdere le tracce i rapinatori che a fine aprile 2016 tentarono l’assalto a un furgone portavalori sempre dell’istituto di vigilanza Aquila di Ortona, sull’autostrada A14, ma dovettero rinunciare al bottino da un milione e mezzo di euro custodito al suo interno e allontanarsi rapidamente dopo l’arrivo di una pattuglia della polizia stradale di Vasto Sud. Verso le 6,30, facendo esplodere un ordigno nel furgone in corsa, i rapinatori costrinsero il blindato a fermarsi e le guardie giurate a scendere, per non rischiare l’asfissia a causa del principio di incendio che si era sviluppato all’improvviso. Erano in quattro o forse più, con pistole e kalashnikov, disarmarono i vigilantes e si arrampicarono sul furgone tagliare il tetto con le mola, in modo da raggiungere i soldi custoditi nel blindato, ma poco dopo furono costretti a fuggire.
A dicembre 2012, colpo fotocopia sull’A14, sempre ai danni di Vigilanza Aquila, ma la gang era formata da una ventina di persone che dettero anche alle fiamme due auto utilizzate per l’assalto al portavalori: bottino di oltre 600mila euro.
Ai primi di novembre 2011, c'erano 650mila euro nella cassaforte del portavalori assaltato a Ortona da un commando formato da una decina di uomini, armati di fucili e kalashnikov, che ha dovuto rinunciare a perforare l’acciaio e ha abbandonato gran parte del bottino, portando via solo i sacchi che erano nella cabina di guida.

