L’ultimo saluto ad Alessio «Resterai nei nostri cuori»

10 Luglio 2020

Poggiofiorito. Gruppi di protezione civile all’addio al 42enne speleologo Carulli I colleghi in lacrime: «Era sempre prudente». La famiglia: «Si sentiva realizzato» 

POGGIOFIORITO. «Sapeva fin dove poteva spingersi, conosceva bene i suoi limiti e non si è mai messo in una situazione di pericolo. Era molto prudente». Lo dicono alcuni membri dello Speleo club di Chieti, mentre leggono in chiesa una lettera al termine della messa celebrata per i funerali di Alessio Carulli, il geologo e speleologo 42enne di Arielli che sabato scorso ha perso la vita all’interno della grotta la Risorgenza di Roccamorice. Alla cerimonia funebre tenuta nella chiesa parrocchiale San Matteo apostolo di Poggiofiorito ci sono proprio tutti, a partire dai suoi amici del gruppo di Protezione civile vigili del fuoco in congedo di Lanciano di cui faceva parte. Mancano pochi minuti alle 16 quando la bara entra in chiesa scorrendo davanti a vari gruppi di volontariato. Oltre alla sezione frentana dei vigili del fuoco in congedo, gli porgono il saluto gli alpini del gruppo Maurizio Rosato di Lanciano, il gruppo comunale di Protezione civile di Frisa, la Croce Rossa di Lanciano e il Gruppo volontari del soccorso di Lanciano. Alla messa celebrata dal parroco don Rolando assistono anche numerosi conoscenti e amici che si stringono nel dolore ai genitori del giovane, Vittorio e Gilda, alla sorella Stefania e alla compagna Gloria. Un volontario dei vigili del fuoco in congedo di Lanciano resta per tutta la cerimonia funebri in piedi davanti alla bara, tenendo uno stendardo dell’associazione di protezione civile. Poi, al termine, una volontaria dello stesso gruppo legge parole per l’amico: «Verseremo tante lacrime e sicuramente passeremo giorni non felici, è inutile far finta di niente, ma poi ci guarderemo indietro, penseremo al tuo sorriso e ci ricorderemo che questo improvviso saluto è stato solo un arrivederci».
Poi gli interventi dallo Speleo club, che lo ricordano dai primi momenti in cui decise di iscriversi. Di lui viene detto di un «ragazzo solare, altruista, sempre disponibile, entusiasta, instancabile e caparbio. Ci piace pensare», aggiungono, «che questa volta sia voluto andare avanti per essere il primo a raccontarci dell’infinito non appena ci rincontreremo». Infine le parole della famiglia a cui Carulli aveva confidato che questo era «il momento più bello della tua vita, in cui ti sentivi realizzato professionalmente e sentimentalmente», raccontano i parenti. «Quello che ci consola è che questo tragico evento, concepibile solo come chiamata dall’alto, sia avvenuto mentre facevi una cosa che ti piaceva tanto». E all’uscita del feretro dalla chiesa, scroscianti applausi danno l’addio allo speleologo in viaggio verso nuove esplorazioni.
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