L’ultimo saluto ad Arnolfo, occhio della città

A Santa Rita i funerali dello storico fotografo del Centro: presenza discreta che ha raccontato tutti noi
LANCIANO. È stato come avrebbe voluto: familiari, amici, colleghi, associazioni e personaggi che per anni ha immortalato con i suoi scatti, riuniti attorno a lui come per un’ultima chiacchierata. Quelle che Arnolfo Paolucci, storico fotografo del Centro, amava fare con il suo piglio polemico, “brontolone”, che nascondeva la sua spiccata sensibilità. Erano in tanti a tributargli l’ultimo saluto ieri pomeriggio nella chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere Santa Rita, dove ha vissuto fino a giovedì: colleghi giornalisti e fotografi, da varie parti d’Abruzzo, il sindaco Filippo Paolini, Gaetano Pedullà e Rosetta Madonna, l’amico fraterno Francesco Orecchioni, Mario La Farciola, presidente del Mastrogiurato, Angelo Rosato di Progetto Etiopia onlus, due delle tante realtà cittadine di cui Arnolfo Paolucci ha raccontato con i suoi scatti eventi e manifestazioni.
«Ha raccontato quasi 40 anni di storia», ha ricordato il parroco, don Nicola Giampietro, «ha investito tutta la sua intensa vita per portare nella società i valori del bello e in questa dimensione ha espresso la sua passione per la comunità e la società».
«Mi ha seguito nei miei anni da sindaco, una presenza costante e discreta, mai invadente, sempre di lato, mai protagonista», ha detto Paolini dal pulpito. L’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, a cui Paolucci era iscritto dal 1989, ha ricordato il suo impegno ed espresso vicinanza alle sorelle Marisa, Angela e Giuliana, e ai familiari tutti. «Più che un amico, era un fratello», ha detto fra le lacrime Orecchioni, «sarebbe stato fiero di tutti gli omaggi ricevuti. Testardo ma sempre disponibile con gli amici, non ha avuto mai paura di andare controcorrente». (s.so.)
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