L’Università cambia logo, qual è il più bello?

Ecco le due proposte presentate al Senato accademico, da lunedì il personale deciderà con una mail
CHIETI. La Minerva di Pietro Cascella, la dualità di un ateneo che conta due campus universitari (uno a Chieti e uno Pescara) e 14 dipartimenti, il paesaggio abruzzese, il mare e la montagna. Sono le immagini a cui si ispira il nuovo logo dell'università D'Annunzio. L'ateneo è a caccia di un simbolo, una piccola icona immediatamente riconoscibile, che possa rappresentare la storia dell'università e tutte le attività accademiche che si svolgono ormai dal lontano 1965. A scegliere il nuovo simbolo è tutto il personale dell'ateneo, chiamato ad esprimere una preferenza tra due loghi progettati sotto la supervisione del professor Giuseppe Di Bucchianico, delegato all'organizzazione dell'identità visiva dell'ateneo. L'attività di progettazione ha prodotto due differenti proposte, che sono già state presentate al Senato Accademico. Da lunedì il personale dell'università potrà, tramite un'e mail, decidere quale deve essere il futuro simbolo della D'Annunzio. I due loghi sono molto diversi tra loro. La prima proposta è stata definita iconico/figurativa ed è una sorta di scudo che ricorda, grazie al profilo curvo in basso, la Minerva, la statua di Pietro Cascella che campeggia all'ingresso dell'ateneo e che già costituisce parte dell'attuale logo dell'università. Nella parte superiore del simbolo sono stati disegnate, in maniera geometrica, due punte, raffiguranti le due sedi di Chieti e Pescara e la volontà di creare, così come spiegato nel prospetto che accompagna il logo, "un legame poetico con il territorio abruzzese, rimandando alle due cime della "bella dormiente" di dannunziana memoria". Il secondo progetto è stato definito "astratto/concettuale" e si basa su due figure geometriche semplici, un rettangolo e un semicerchio, che però rimandano insieme in forma estremamente sintetica alla Minerva di Cascella. Le figure "si incontrano, si uniscono, si legano, si incastrano, costruendo una forza comunicativa basata sulla diversità e al tempo stesso sulla sintesi grafica. Ne vengono fuori come dei rosoni, dei caleidoscopi colorati. Entrambi i loghi, così come esplicitato nella presentazione dei progetti, possono essere utilizzati in tutta una serie di oggetti, dalla copertina delle tesi di laurea, fino ad agende, borse di tela, etichette per bottiglie di vino, sfondi per applicazioni per tablet e smartphone, intestazioni di documenti e posta elettronica, rubriche.
Daria De Laurentiis
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