L’università compra la caserma Bucciante

Proposta d’acquisto all’Agenzia del Demanio. Il rettore Caputi: pronti a investire 15 milioni per un polo dell’ateneo
CHIETI. «Abbiamo proposto all’Agenzia del Demanio l’acquisto degli oltre 5mila metri quadrati destinati a ospitare il polo universitario nella ex caserma Bucciante». Superato lo scoglio della durata del comodato d’uso con cui la struttura verrà concessa alla d’Annunzio, il rettore Sergio Caputi rilancia e propone addirittura di comprare circa metà caserma.
Secondo gli accordi sottoscritti dalla precedente amministrazione universitaria, alla d’Annunzio spettano 5.140 metri quadrati degli oltre 10mila su cui si estende la struttura. Si tratta della parte centrale dell’edificio, mentre alla sede dell’Archivio di Stato toccano i 3.500 metri quadrati che danno su via Ricci e alla biblioteca provinciale De Meis gli altri 1.500 metri quadrati che si trovano all’ingresso opposto.
A bloccare l’operazione era stato all’inizio il numero troppo esiguo di anni del comodato gratuito con cui la struttura veniva ceduta alla d’Annunzio. Visto che l’università deve sborsare circa 15 milioni di euro per ristrutturare la propria porzione, ottenerne l’utilizzo per pochi anni di comodato d’uso gratuito sarebbe stato poco vantaggioso, se non addirittura antieconomico, per l’università. E visto che in ballo ci sono soldi pubblici e che ogni mossa dell’ateneo è soggetta al vaglio della Corte dei Conti, il nuovo rettore ha subito puntato i piedi. Insieme al direttore generale Giovanni Cucullo è così riuscito a strappare un nuovo accordo con il Demanio per 19 anni più altri 19, dunque 38 anni in tutto, di comodato d’uso. A queste condizioni, un investimento di 15 milioni di euro si giustifica pienamente. Ma nell’ipotesi di accordo a 38 anni, il rettore ha voluto inserire anche la possibilità dell’acquisto della struttura. E a questo punto appare chiaro che l’impegno dell’ateneo sulla Bucciante è destinato a cambiare a seconda delle due opzioni. Attualmente il polo universitario è destinato a ospitare il corso di Beni culturali (circa 300 studenti) e il museo d’arte moderna. Se invece la struttura diventasse di proprietà, si potrebbe pensare a un impegno maggiore.
«La scelta di avanzare una proposta d’acquisto», spiega il rettore, «si giustifica anche dal punto di vista dei nuovi obiettivi dell’università. Stiamo lavorando per attrarre nuovi studenti, attraverso la modifica della nostra offerta formativa. Stiamo cioè approntando nuovi corsi di laurea che pensiamo possano essere più attrattivi. Guardiamo anche all’estero, soprattutto ai Balcani, per portare da noi nuovi studenti e anche per questo ho proposto di aggiungere “Adriatico” al nome dell’ateneo. Se i fatti ci daranno ragione, avremo bisogno anche di nuove strutture dove alloggiare i ragazzi. E da questo punto di vista la Bucciante potrebbe fare al caso nostro. Penso soprattutto agli studenti che arrivano da fuori Italia e ai dottorandi. Se si riuscisse ad acquistare la struttura, potremmo pensare anche di trasferirvi uno dei corsi di laurea che stiamo attivando sempre per rispondere alle nuove esigenze formative».
La proposta d’acquisto deve essere ancora perfezionata. Il rettore la quantificherà attraverso il suo ufficio tecnico. Ma molto probabilmente l’offerta non supererà i 2 milioni di euro.
È invece di 1 milione e 600mila euro la richiesta per vendere l’ex sede di Confindustria Chieti che si trova in piazza dei Veneziani, a un passo da corso Marrucino. «Stiamo valutando la richiesta che ci è arrivata», ha detto a riguardo Caputi, «ci riserviamo di farla approfondire dai nostri uffici e poi decideremo».
L’università avrebbe intenzione di spostare nell’ex sede di Confindustria qualche attività della fondazione d’Annunzio.
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