L’Università resta senza i revisori

19 Febbraio 2016

Uno dei tre decade, il presidente Grasso ritira il collegio. Estorsione, il pm scagiona Del Vecchio

CHIETI. Il prossimo Cda sarà senza revisori dei conti. Ma si può fare? «Sì, noi andiamo avanti, non rinunciamo al consiglio d’amministrazione di mercoledì prossimo». Così dice il rettore, Carmine Di Ilio, commentando la notizia che ieri ha tenuto banco nel mondo accademico teatino e pescarese. Chi si è fermato, all’Università D’Annunzio, è il collegio dei revisori dei conti composto dal presidente Pierpaolo Grasso, consigliere della Corte dei Conti (vice procuratore generale della procura regionale Campania), dal membro effettivo in rappresentanza del Mef Alesssandra De Lellis e da rappresentante del Miur Sergio Pasquantonio. Proprio quest’ultimo è decaduto, per scadenza dell’incarico, ma il Miur non l’ha ancora sostituto. Così Grasso, alto magistrato contabile, ha avvisato il rettore e il dg, Filippo Del Vecchio che, di fronte al dato oggettivo del collegio imperfetto, non può fare altro che sospendere per ora l’attività dei revisori. Questa è la spiegazione ufficiale del Magnifico dopo che, durante la giornata, si sono rincorse voci di dimissioni in blocco e polemiche del collegio dei revisori. Passando alle inchieste penali che riguardano l’Ateneo c’è da dire che la procura ha chiesto un’altra archiviazione per il dg Del Vecchio indagato in questo caso per estorsione in seguito alla messa in mora dell’ex rettore Cuccurulo e dell’ex Cda per 4 milioni di euro riferiti al credito vantato dall’Ateneo verso il Cus. Ma per il pm Ciani non c’è reato: il 27 gennaio ha chiesto al gip di archiviare il caso anche se Cuccurullo si prepara a presentare opposizione come ha già fatto per il caso di calunnia.(l.c.)