L’urlo sotto i portici contro Di Primio

15 Maggio 2018

Manifestazione di protesta di Casapound, Lapenna: «La città peggiora, sindaco dimettiti»

CHIETI. Militanti di Casapound radunati sotto il palazzo della Provincia per chiedere le dimissioni del sindaco Umberto Di Primio e dei suoi assessori: «Dimettetevi tutti», questo il maxi striscione srotolato in corso Marrucino «per protestare contro la totale inadeguatezza dell'amministrazione comunale nella gestione della città».
L’estrema destra è scesa in strada per contestare Di Primio: «Siamo scesi in piazza», dice Francesco Lapenna, responsabile di CasaPound Italia per la città di Chieti, «per denunciare la trascuratezza del centro storico, il tradimento del commercio teatino, per il grave scandalo del dissesto e dei buchi di bilancio, per i danni perpetrati a discapito della sanità pubblica cittadina, nonché delle mancate risposte riguardo le discariche abusive ed il turismo e la totale immobilità politica di una città in ginocchio». Casapound boccia tutti: «Abbiamo deciso di attaccare frontalmente i reali responsabili del disastro politico e sociale che Chieti sta affrontando e che peggiora giorno dopo giorno. I componenti dell’amministrazione Di Primio, in testa il sindaco, sono totalmente inadeguati del futuro della città e, soprattutto, senza un briciolo di coraggio politico». E Casapound già si candida: «Chieti», conclude Lapenna, «ha bisogno di combattenti, ha bisogno di professionisti e di persone competenti che possano ridare lustro e centratura ad una città allo sbando. Chieti ha bisogno di Casapound. E noi non intendiamo sottrarci alla responsabilità di cui già centinaia di cittadini ci hanno incaricato».