L’Usb: «All’ex Blutec non c’è sicurezza»

ATESSA. «Alla Ma (ex Blutec) mancavano le condizioni di sicurezza, senza lo sciopero i lavoratori lavorerebbero oggi in condizioni disumane». L’Usb replica alle rsl di Fiom, Fim e Uilm che avevano...
ATESSA. «Alla Ma (ex Blutec) mancavano le condizioni di sicurezza, senza lo sciopero i lavoratori lavorerebbero oggi in condizioni disumane». L’Usb replica alle rsl di Fiom, Fim e Uilm che avevano contestato lo sciopero indetto nei giorni scorsi. «Usb», dice in una nota il sindacato, «ha esercitato un diritto costituzionale. Il fatto che molti lavoratori, anche non iscritti Usb abbiano aderito allo sciopero dimostra le mancanze e il lassismo di chi avrebbe dovuto garantire tutela e sicurezza. Le inesistenti condizioni igieniche segnalate e la paventata consegna di una mascherina lavabile per una settimana, cosa che è al di fuori di ogni protocollo, la mancata e sufficiente formazione ai lavoratori, erano e sono ottime ragioni per la dichiarazione di sciopero. Il nostro unico interesse è quello di difendere i diritti degli operai. Per trasparenza», prosegue la nota Usb, «le Rls dovrebbero comunicare cosa stanno controllando, pretendere il rispetto delle norme previste per limitare il contagio, verificare le caratteristiche tecniche delle mascherine e la presenza del marchio “Ce”, se c’è effettivo distanziamento nelle postazioni di lavoro e nelle aree comuni e se le sanificazioni e cicli di pulizia sono realizzate. Gli ambienti di lavoro, dai bagni alle linee produttive, al primo giorno di ripresa delle attività, apparivano in condizioni vergognose». (d.d.l.)

