La Asl accelera e punta sui privati Si riparte dalle delibere del 2016

26 Maggio 2021

A Manci incarico per lo studio di fattibilità tecnico-economica. Campitelli (Lega): «Passo importante» Taglieri e Smargiassi (M5S): «La Regione non può accedere ai fondi perché non ha il piano sanitario»

LANCIANO. Riparte l’iter dei nuovi ospedali di Lanciano e Vasto. Attesi da decenni, più volte finiti sulla graticola o dati per fusi in unico grande ospedale da far nascere in un luogo non definito, ora i due presidi fanno un passo in avanti. La Asl ha nominato l’ingegnere Filippo Manci, direttore investimenti, patrimonio e manutenzioni, a responsabile unico del procedimento (rup) degli interventi di realizzazione.
Manci deve predisporre il progetto di fattibilità tecnico-economica che per ora si basa su delibere del centrosinistra del 2016, ritoccate a livello economico nel 2018, che vedono un grosso apporto più che dallo Stato, con fondi ex articolo 20 per 228.552.549 euro, dai privati. Secondo gli studi di fattibilità chiesti dalla Regione a gennaio, consegnati dalla Asl a marzo e inseriti nella nuova proposta di accordo di programma Stato-Regione, l’ospedale di Lanciano costa 80 milioni: 32.741.000 euro dallo Stato, 1.723.000 dalla Regione e 45.541.000 euro da privati; per Vasto il costo è di 83 milioni e 676mila euro: 33.417.000 dallo Stato, 1.758.000 dalla Regione e 48.500.000 dai privati, che in cambio otterrebbero la gestione di alcuni servizi per almeno 20 anni all’interno dei presidi.
La Regione ha chiesto di accelerare e nominare il rup per cominciare a parlare di progetti su carta. «Carta straccia», taglia corto il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «perché questa giunta, che avversa i project financing, ne ha “bisogno” perché, non avendo presentato né la rete ospedaliera né il piano sanitario, non può accedere ai fondi per l’edilizia sanitaria statali da 228 milioni, che basterebbero per i tre nuovi ospedali di Avezzano, Lanciano e Vasto. Ora, nell’anomala situazione di non avere un piano né una rete, riceve dal direttore generale Asl Thomas Schael la nomina del rup. Che ha come base su cui lavorare la programmazione del centrosinistra di Silvio Paolucci che prevedeva l’apporto di privati». «Che», aggiunge il collega Pietro Smargiassi, «in cambio dei loro soldi, porrebbero vincoli notevoli sui servizi che gestirebbero: ma gli ospedali non sono centri commerciali».
I due consiglieri hanno chiesto alla Asl l’accesso agli atti per avere piano economico finanziario dello studio di fattibilità ed elaborati progettuali, e ribadiscono che i 228 milioni sono pronti e basterebbero per tre presidi se la Regione avesse piano sanitario e rete ospedaliera.
«È una delibera Asl», commenta invece l’assessore regionale Nicola Campitelli (Lega) «che, nominando il rup, fa fare un passo in avanti alla realizzazione dei nuovi ospedali di Lanciano e Vasto, su cui lavoriamo da tempo e sui quali è forte l’attenzione dell’assessore Nicoletta Verì e del dipartimento». Nessun accenno ai fondi, anche se l’idea della Lega è che siano tutti pubblici.
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