La Asl affossa il progetto

16 Maggio 2017

Termine scaduto: Flacco consegna alla Regione i pareri contrari e si chiude nel silenzio

CHIETI. Una marea di pareri contrari seppellisce il project financing per la realizzazione del nuovo ospedale. Ci sono non solo i documenti finali del responsabile unico di procedimento (Rup) Filippo Manci, che risulta ormai sollevato dall’incarico di Rup e che aveva già sollevato in precedenza numerose critiche, ma anche quelli della consulente Veronica Vecchi e dei 12 direttori delle Unità operative complesse che bocciano il progetto di finanza presentato dal raggruppamento di imprese che fa capo dalla Icm (Impresa costruzioni Maltauro).
Il direttore generale della Asl Pasquale Flacco li ha impacchettati tutti ieri e li ha inviati alla Regione che ha avocato a sé la competenza del complesso procedimento.
Flacco ha rispettato la scadenza fissata alla giornata di ieri dalla diffida della Regione e poi si è chiuso nel suo silenzio. Impossibile parlarci.
I suoi addetti stampa hanno spiegato che non intendeva rilasciare alcuna dichiarazione sul caso. Al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, insieme a tutti i documenti, ha però inviato anche una lettera in cui, oltre a rigettare l’accusa che aveva mosso la Regione alla Asl sulla «condotta dilatoria ed omissiva», ha difeso il proprio operato ed è tornato a sottolineare le criticità esistenti sul project visto i pareri contrari.
Per un direttore generale che naviga verso la scadenza di contratto, una presa di posizione di questo genere potrebbe avere numerosi risvolti.
Alle ore 11 di ieri mattina in direzione generale è salito il consigliere regionale e presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo. Aveva chiesto di acquisire copia dei documenti e ha preso tutto. «Un epilogo peggiore di questo era inimmaginabile e tutta la vicenda relativa del nuovo ospedale Santissima Annunziata assume, giorno dopo giorno, contorni sempre più preoccupanti e allarmanti dove emerge ancora di più la forzatura del presidente Luciano D’Alfonso».
Febbo passa poi a citare le due lettere, entrambe del 12 maggio scorso, a firma del direttore Flacco, dove, dice, «spiccano chiaramente ancora le gravi incongruenze e lacune che vi sono da parte della stessa Asl per chiudere il procedimento di pubblica utilità. Infatti il direttore Flacco in una prima lettera solleva l’ingegner Manci dall’incarico di Rup. Mentre nella seconda dispone l’invio al Presidente D’Alfonso e all’assessore Paolucci, per conoscenza alle due società interessate al progetto di finanza, di tutta la documentazione richiesta. Ed è questa ultima lettera quella in cui Flacco punta i piedi replicando alle accuse della Regione e ribadendo le criticità sul project. Il direttore generale fa riferimento in particolar modo ai pareri di Manci e della Vecchi.
Quest’ultima scrive che «la proposta così formulata ha mostrato una serie di criticità, soprattutto in termini di rigidità e di scarsa sostenibilità. Fa dunque specie che il proponente non abbia cercato di interiorizzare queste evidenze nella proposta per rendere il progetto più sostenibile. Il contratto dovrebbe avere durata decisamente più breve. Non va trascurata», avverte ancora la consulente, «la situazione attuale della Asl che impone di individuare soluzione snelle e innovative. Che quindi consentano non solo di far fronte al fabbisogno di investimento, ma anche di conseguire efficienze gestionali per contribuire, in parte, alla copertura del canone di disponibilità». Sull’argomento il consigliere regionale Febbo ha annunciato una conferenza stampa per questa mattina in cui entrerà nei dettagli, approfondendo le critiche dei 12 direttori delle Unità operative complesse contro il project Maltauro.
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